Fibercop attende l’esito dell’esame Agcom previsto per luglio del nuovo listino prezzi, presentato ad aprile dopo l’ottenimento dello status di wholesale only e che include aumenti differenziati a seconda della tipologia di servizio (tra cui rame, Fttc e Ftth) e della zona, ma non escluderebbe una possibile rimodulazione degli incrementi previsti nel triennio fino al 2028 se l’autorità, anche a seguito dell’opposizione manifestata dagli operatori, chiedesse delle modifiche.
Sembra essere questa una delle ipotesi al vaglio della società della rete – guidata dal presidente e amministratore delegato, Massimo Sarmi, e controllata da un consorzio di investitori capitanato da Kkr e Mef – nei giorni in cui è diventato pubblico anche un ricorso al Tribunale di Milano presentato da Tim sull’applicazione dei prezzi presenti nel nuovo listino nelle aree regolate (pari al 94% del territorio) invece che quelle scritte all’interno del master service agreement. Prima di prendere una decisione, ovviamente, Fibercop attenderà l’esito dell’esame dell’Agcom.
In particolare, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, si starebbe ragionando sul mantenimento, in valore assoluto, dei prezzi di approdo a fine periodo, ma spalmando gli incrementi su un arco di tempo più esteso. Questo, sarebbe il ragionamento, consentirebbe anche agli operatori tlc che usufruiscono della rete di Fibercop di pianificare con maggiore visibilità la propria politica dei prezzi. Inoltre, potrebbe essere valutato anche un primo scalino delle tariffe più morbido rispetto a quello presentato all’Agcom.
Le nuove tariffe puntano a incentivare il passaggio alla fibra ottica come sottolineato dall’Agcom, con i prezzi dei servizi Ftth che non aumenteranno. In particolare verranno incrementati i servizi per il rame e l’Fttc, soprattutto dove è presente anche l’Ftth. Tra i punti critici evidenziati dagli operatori c’è anche il sostanziale incremento dei prezzi per l’attivazione e la disattivazione delle utenze.
«I prezzi dei servizi tlc in Italia sono tra i più bassi d'Europa e anche con i nuovi prezzi all’ingrosso rimarranno tali. L’importante è iniziare a rivedere le tariffe, poi se ci sarà da ammorbidire gli incrementi ammorbidiremo. Anche se ci saranno richieste aggiuntive, il nuovo listino sarà valido da settembre», ha commentato Giovanni Moglia, chief regulatory officer di Fibercop.
«Non va dimenticato che accanto al nuovo listino prezzi per modificare tariffe congelate ormai da tempo, Fibercop ha presentato anche un piano di investimenti da 10 miliardi tra luglio 2024 e il 2027 per arrivare a oltre 20 milioni di unità immobiliari collegate», ha aggiunto. Risorse significative in un contesto in cui sulle reti fisse – stando all’anticipazione di alcuni dati di una ricerca di Arthur D. Little che verrà pubblicata a cavallo dell’estate sui prezzi wholesale applicati in Europa – in Italia sono stati investiti tra i 65 e i 70 miliardi negli ultimi 15 anni.
Secondo quanto emerge dall’analisi di Arthur D. Little, infatti, i prezzi per l’Fttc in Italia i prezzi varieranno tra i 14 e i 15 euro, mentre in Germania i servizi confrontabili costano oltre i 23 euro, in Uk oltre i 21 euro e in Belgio intorno ai 15 euro. Sul fronte dell’Ftth, inoltre, se in Italia si aggireranno tra 13 e 15 euro, in Germania un giga di velocità costa 54 euro, in Belgio 35 euro e in Uk 27 euro.
Anche sul fronte dei margini, gli operatori avrebbero condizioni migliori rispetto ai Paesi comparabili in Europa. Secondo la ricerca, infatti, la differenza tra il prezzo medio proposto sul mercato dagli operatori e la tariffa da riconoscere a Fibercop sia sul fronte Fttc sia su quello Ftth sarebbe di circa il 50%, mentre in Germania e Uk oscillerebbero intorno al 30%.
Quanto al ricorso al Tribunale di Tim, Fibercop sostiene che «il ricorso di Tim non comporta alcun blocco della procedura pendente davanti ad Agcom per l'approvazione dei listini, né l'imposizione di condizioni economiche, la cui definizione rientra nella competenza esclusiva dell'Autorità. Si rappresenta inoltre che l'Msa sancisce, e non potrebbe essere altrimenti, che i prezzi regolati si applicano anche a Tim».
Secondo fonti legali vicine al dossier, invece, Tim sosterrebbe che Fibercop avrebbe il dovere di compiere tutti gli adempimenti necessari a rendere efficaci le previsioni dell’Msa sui prezzi, inclusa la loro sottoposizione all’Agcom per una verifica ex ante. Per Tim, inoltre, il nuovo listino non è un prezzo regolato ma deciso in autonomia da Fibercop. (riproduzione riservata)