Lo sforzo finanziario per rilevare la rete tlc da Tim è stato senza dubbio molto rilevante per i nuovi soci di Fibercop – Kkr, Mef, F2i, i canadesi di Cppib e Adia, il fondo sovrano di Abu Dhabi – vista la maxi-valutazione fino a 22 miliardi di euro (in caso di pagamento degli earnout). La premessa doverosa, quindi, è che per vedere il vero ritorno dall’investimento fatto, gli azionisti di Fibercop non potranno che aspettare il completamento dello sviluppo della rete in fibra ottica e l’exit, magari tramite una quotazione.
Ma intanto, grazie a un meccanismo inserito all’interno degli statuti di Fibercop e della holding Optics Holdco che lega a doppio filo consulenze retribuite per la gestione dell’investimento e distribuzioni dei diritti speciali, tutti gli azionisti della società della rete guidata dal presidente e amministratore delegato Massimo Sarmi hanno già potuto veder fluire nelle loro casse un piccolo flusso di denaro, pari al massimo a qualche milione di euro, per il solo secondo semestre 2024, ossia i primi sei mesi di operatività della nuova società della rete dopo lo scorporo da Tim.
La base di partenza è un accordo chiamato Monitoring fee agreement (Mfa) e siglato tra Kkr e Fibercop dopo il closing. Il contratto, in base a quanto viene descritto all’interno degli statuti, «regola una serie di prestazioni professionali e consulenziali che Kkr rende a beneficio di Fibercop» e quanto debba essere pagato ogni anno al fondo americano dalla società della rete per queste prestazioni.
Insomma, ai soci d’oltreoceano viene riconosciuta una retribuzione per l’attività di monitoraggio e gestione dell’investimento, pratica tutt’altro che sconosciuta nel mondo del private equity.
Ovviamente il Mfa è stato concordato anche con gli altri azionisti, visto che nel verbale dell’assemblea del 27 marzo 2025 in cui sono stati approvati i conti di Fibercop viene esplicitato che i contenuti del contratto fanno parte degli accordi siglati tra i soci. Sulle cifre pagate a Kkr non ci sono dati ufficiali, tuttavia alcune fonti stimano in una cifra compresa tra i 4 e i 5 milioni di euro il valore delle consulenze pagate da Fibercop a Kkr nel secondo semestre 2024.
Il pagamento delle consulenze attiva un meccanismo all’interno dell’Mfa che va a retribuire gli altri azionisti di Fibercop. Tutti i soci della holding Optics Holdco, infatti, hanno diritto «alla distribuzione preferenziale (sotto forma di diritto particolare) di determinati importi provenienti dagli utili netti o dalle riserve distribuibili di Fibercop». Tradotto: al Tesoro guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti, alla sgr condotta dall’ad Renato Ravanelli, ad Adia e a Cppib spetta una cedola ogni anno, il cui importo sarà pari a una percentuale delle consulenze pagate nel corso dell’anno a Kkr calcolata in base alla quota posseduta nella holding della società della rete (con l’inserimento di alcune variabili tecniche).
E così, alla fine del complesso calcolo, il 7 aprile il Mef ha incassato da Optics Holdco 2,39 milioni di cedola grazie al 16% di Fibercop in suo controllo, mentre F2i ha ricevuto un pagamento di 1,68 milioni a fronte dell’11,2% del capitale. L’incasso maggiore è toccato ad Adia, che grazie al 17,5% di Fibercop ha incamerato 2,62 milioni. Nonostante la stessa quota sia in possesso anche di Cppib, ai canadesi tocca una porzione più piccola per statuto e quindi la cedola incassata è di soli 870 mila euro.
Complessivamente, per il secondo semestre 2024 sono stati distribuiti 7,56 milioni, a fronte di consulenze di Kkr che, secondo le stime non confermate, si aggirerebbero tra i 4 e i 5 milioni. Le cedole sono state pagate formalmente da Optics Holdco, ma sono derivanti dalle riserve disponibili del patrimonio netto di Fibercop, che a fine 2024 ammontavano a circa 9 milioni.
Immaginando che la retribuzione delle consulenze resti invariata sull’arco di un intero esercizio, a Kkr verrebbero pagati tra gli 8 e i 10 milioni ogni anno, mentre al Mef e ad Adia spetterebbero circa 5 milioni, a F2i oltre 3 milioni e a Cppib poco meno di 2 milioni. La conferma potrà arrivare solo dal prossimo bilancio di Fibercop e della sua holding, ma la stima appare realistica considerando che tutti gli azionisti siedono in consiglio di amministrazione e contribuiscono alla gestione e all’indirizzo del gruppo. (riproduzione riservata)