Quinta generazione di imprenditori bresciani con un portafoglio ben diversificato che va dai metalli, al trasporto valori fino alle Terme di Sirmione per arrivare a importanti partecipazioni bancarie, Giacomo Gnutti, 72 anni, ha chiuso i conti 2025 della sua holding, FGH, con ricavi per 260,1 milioni di euro. L’ebitda si è attestato a 40,4 milioni, mentre l’utile netto è stato di 22,4 milioni con un organico medio di 2.662 collaboratori. Il totale investimenti fra il 2023 e il 2025 è stato invece di 33,5 milioni di euro.
Il gruppo, come si è visto, è piuttosto strutturato, controlla Service Metal Company, società specializzata nella fonderia e raffineria di metalli non ferrosi, in particolare bronzo e ottone, ma anche Fidelitas, una delle più importanti aziende italiane nel settore della vigilanza privata e sicurezza. L’imprenditore bresciano è salito poi lo scorso anno in Terme di Sirmione, di cui ora possiede il 52,88%, società che ha in portafoglio il Golf di Bogliaco. Fra le partecipazioni di minoranza vi sono lo 0,07% di Banco Bpm, il 5,26% di 035 Investimenti, holding di partecipazione con sede a Bergamo (di qui il prefisso 035) nata su iniziativa della Diocesi di Bergamo e investitori locali e circa il 2% di Grifal, società bergamasca che lavora il cartone riciclato un tempo quotata sul segmento Egm di Piazza Affari.
«La nostra famiglia di imprenditori bresciani è arrivata alla quinta generazione con una nutrita schiera di eredi che alla fine facevano fatica a condividere la stessa visione imprenditoriale», spiega Gnutti a Milano Finanza. Lo scorso anno «abbiamo deciso di cedere il 26% che avevamo di Eredi Gnutti Metalli e ci siamo dedicati a far crescere FGH, la holding che mio padre Franco, insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro – onorificenza che di seguito ho raggiunto anche io, fondò nel 1970».
Un uomo che l’imprenditore bresciano definisce «lungimirante, nel 1958 iniziò ad entrare come azionista in Terme di Sirmione e nello stesso anno nel Credito Bergamasco per diversificare gli investimenti: eravamo fra i primi azionisti della banca assieme alla Diocesi di Bergamo». La partecipazione, in seguito alle fusioni bancarie, è diventata lo 0,15% di Banco Bpm. Sempre lo scorso anno Gnutti ha ceduto una parte delle azioni scendendo allo 0,07%.
Quanto a Terme di Sirmione e alla controllata Golf Bogliaco hanno toccato nuovi massimi storici di fatturato lo scorso anno, la prima con 51 milioni di euro e la seconda con poco meno di 2,2 milioni grazie all’operazione di rebranding (Science of Thermalism) e degli investimenti nel settore della longevità che sta crescendo molto in Italia. Il fatturato è in crescita del 6% sul 2024, mentre l’utile di 4,3 milioni di euro si confronta con il precedente di 3,2 milioni. L’ebitda margin della società è alto, quasi il 20%. Tutte le aree di attività di Tds hanno chiuso con risultati in miglioramento.
Il 2025 è stato chiuso con ricavi per 260 milioni di euro, «le attese per il 2026 sono di salire a 300 milioni anche se la guerra Usa-Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e la corsa dei prezzi del petrolio sta creando grandi difficoltà a noi imprenditori», riprende Gnutti. Per fare un esempio, Fidelitas, la società di vigilanza privata, «deve ora pagare oltre 100.000 euro al mese in più a causa dell'aumento del costo del carburante. A questo si aggiunge una burocrazia in Italia che non aiuta le imprese».
E neppure la mancanza di manodopera e personale specializzato, «stiamo cercando circa 200 persone da impiegare nelle nostre società e fatichiamo a trovarle, anche se siamo disposti ad assumere con contratti a tempo indeterminato. Abbiamo iniziato a notare questa difficoltà dopo il Covid», nota l’imprenditore.
Quanto a possibili altre acquisizioni, ci sono diverse possibilità di acquisto sul Lago di Garda, ragiona poi Gnutti, «dove sono in costruzione molti hotel 5 stelle, ma la cautela è d'obbligo. Meglio intanto consolidare e fare crescere gli asset in portafoglio, anche perché a luglio completiamo l'ultima tranche di aumento di capitale da 12 milioni di Terme di Sirmione. Fondamentale per il progetto di ampliamento del parco termale, che costa 15-20 milioni e durerà 3-4 anni».
Gnutti, 72 anni, guarda avanti e pensa ora al passaggio di consegne con la sesta generazione (fra figli e nipoti) già operativa all’interno del gruppo. (riproduzione riservata)