Mantenere in portafoglio il titolo Ferrari per la sua crescita esponenziale. Così Jefferies in una nota sui marchi auto di lusso, dove ha alzato il target price della Rossa da 250 euro/275 dollari a 275 euro/300 dollari (rating hold). Attualmente a Piazza Affari l’azione vale 293,3 euro (+0,07%). Il secondo trimestre del 2023 della casa di Maranello, osserva Jefferies, ha stabilito nuovi record per quanto riguarda sia il prezzo medio di vendita (371.000 euro) delle auto sia il margine operativo (29,6%).
«Inoltre, l'aumento della guidance sullo stesso livello delle stime del consenso ha suscitato l’aspettativa di un ulteriore incremento da realizzare nel terzo trimestre di quest’anno», precisa Jefferies che non ha modificato le sue previsioni, ha ridotto leggermente solo quelle sulle unità che verranno vendute a 13.785, ma il tutto è compensato da prezzi medi di vendita più alti. «Così stimiamo un ebit a fine esercizio di 1.610 milioni, un margine del 27,5%, implicando solo una modesta erosione del margine di 170 bps nella seconda metà del 2023 fino al 26,6%, con le gare di Formula Uno che offrono ancora possibilità di sorprese positive. Prevediamo anche un free cash flow di 925 milioni», continua Jefferies, «che potrebbe cancellare il debito netto entro la fine dell'anno a seconda del ritmo del buyback in corso».
A questo proposito ieri, 29 agosto, la Rossa ha comunicato di avere acquistato, nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie di 200 milioni di euro annunciato lo scorso 27 giugno, quale terza tranche del buyback da 2 miliardi da eseguirsi entro il 2026, 42.265 azioni ordinarie a un prezzo medio di 287,1826 euro per un controvalore di 12,137 milioni di euro. Dall’inizio della terza tranche fino al 28 agosto, il corrispettivo totale investito è stato pari a 58,557 milioni (202.334 azioni ordinarie). Alla stessa data la società deteneva 12.863.163 azioni proprie ordinarie, pari al 5,01% del capitale sociale totale.
Tornando al report di Jefferies, il nuovo target price su Ferrari a 275 euro/300 dollari sconta un Wacc (costo medio ponderato del capitale) dell'8%. Il modello di business del Cavallino Rampante e l'esecuzione da parte del management non lasciano spazio per uno scenario negativo, «il che di per sé dovrebbe essere motivo di preoccupazione per un business ormai molto ben compreso, che tratta a un multiplo prezzo/ricavi di 8,2 volte, prezzo/utile operativo di 32 volte e prezzo/utile di 41 volte con un rendimento del free cash flow del 2%», puntualizza Jefferies. «La bassa e controllata esposizione della società alla Cina, il 12% delle unità vendute nell'ultimo quadrimestre, rimane un elemento positivo chiave, ma mettiamo in dubbio il continuo allungamento del portafoglio ordini da 12 a 36 mesi e le credenziali di sostenibilità degli e-fuel in una strategia di decarbonizzazione altrimenti eccellente. Al contempo», avverte Jefferies, «la metodologia usata dalla Ferrari per la sua guidance, che prevede una gestione rigorosa delle aspettative e la pubblicazione di piccoli incrementi, potrebbe aver fatto il suo corso e richiedere un approccio diverso».
Da qui la conferma del rating hold su Ferrari come per Porsche (target price a 105). Invece, Jefferies, nel mondo delle auto di lusso, ha promosso a buy Aston Martin (target price alzato da 300 a 420 pence): «Un equilibrio gestito attentamente tra M&A e ricapitalizzazioni ha stabilizzato contemporaneamente la liquidità e il prezzo dell’azione. Ora vediamo un percorso verso un de-leveraging organico con una rifocalizzazione sui punti di forza del prodotto principale del gruppo, ovvero le auto con motore anteriore». (riproduzione riservata)