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Benedetto Vigna, ceo Ferrari
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Ferrari, l’ad Vigna: non forzeremo mai nessun cliente a comprare un modello elettrico

04 novembre 2025, 15:57 Ultimo aggiornamento: 16:18

Il ceo dopo la trimestrale: in Nord America il business è stabile, nessun impatto dai dazi e il prezzo aumenta ora fino al 5%, non più fino al 10% come accadeva con tariffe al 27,5%. Spiega poi quale sarà il ruolo dei veicoli elettrici per Maranello | Ferrari batte le attese nel trimestre: ricavi, utile e cassa oltre le stime e il titolo scatta a Piazza Affari

Dazi, Ferrari elettrica e prospettive della casa di Maranello. Dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, il ceo Benedetto Vigna ha incontrato in una call ristretta alcuni giornalisti italiani per commentare l’andamento del business e l’evoluzione dei mercati principali.

Nord America: «Business as usual» nonostante le tariffe

Vigna ha aperto la conversazione post-trimestrale con i giornalisti chiarendo che il leggero calo delle consegne in Nord America non è motivo di preoccupazione. «È business as usual», ha spiegato. «La lieve flessione riguarda pochissime unità e dipende dal tipo di personalizzazioni richieste dai clienti». Alcune modifiche, come l’uso di materiali particolari o non omologati, comportano procedure aggiuntive e la firma di un waiver da parte del cliente, rallentando di conseguenza le consegne. «Ma non c’è nulla di strutturale», ha ribadito il ceo.

Ridotto dal 10% al 5% il costo in più negli Usa per i dazi

Riguardo all’impatto dei dazi doganali, Vigna ha ricordato che le nuove tariffe del 15% sono diventate effettive a fine agosto. «Noi le teniamo sempre separate in fattura: non vogliamo fare margini sulle tariffe». L’effetto finale per i clienti è però positivo: «Rispetto alla situazione precedente, il prezzo aumenta ora fino al 5%, non più fino al 10% come accadeva con dazi al 27,5%. È una buona notizia: la pressione sui prezzi è minore».

Il titolo e il potere di prezzo

Interpellato sulla reazione positiva del titolo Ferrari in borsa dopo la diffusione dei risultati, Vigna ha respinto le ipotesi secondo cui il pricing power del Cavallino si stia indebolendo. «Il nostro potere di prezzo non è affatto diminuito. Continuiamo a sviluppare modelli distinti, ciascuno con una propria identità tecnica e una precisa collocazione», ha spiegato. «Non vogliamo vendere lo stesso oggetto a prezzi diversi, ma proporre un’auto che si meriti quel prezzo, grazie all’innovazione e alla capacità di sorprendere il cliente».

Con tono ironico, ha aggiunto: «Rispetto tutte le opinioni, ma contano i fatti. Ho studiato fisica proprio perché credo nei fatti».

Piano industriale e visione di lungo periodo

Parlando della guidance e della percezione del piano industriale presentato al Capital Markets Day, Vigna ha ribadito che l’approccio di Ferrari rimane prudente ma ambizioso. «Il nostro piano è solido e impegnativo. Abbiamo voluto dare un floor su tre parametri chiave fino al 2030, come segnale di trasparenza e visibilità. Forse qualcuno lo ha interpretato come un obiettivo di breve termine, ma noi lo vediamo come una maratona, non una corsa di cento metri».

Il ceo ha poi voluto sottolineare una filosofia chiara: «Se i clienti sono felici, lo saranno anche gli investitori. Ma l’inverso non è sempre vero. Noi dobbiamo costruire valore nel tempo, consolidando i fondamentali e mantenendo l’identità del marchio». 

Ferrari è lusso, non soltanto un costruttore auto

A una domanda sulla percezione di Ferrari, Vigna è stato categorico: «Non ho dubbi, Ferrari è e resta un marchio del lusso. Guardando il panorama automobilistico, ci sono case che puntano sull’innovazione e altre che gestiscono il declino. Noi non apparteniamo a nessuna delle due categorie». Ha poi spiegato che il lusso Ferrari non è fatto solo di storytelling: «Nel lusso tradizionale c’è molta narrazione e poca tecnologia. Noi abbiamo entrambe: un’eredità storica forte e un contenuto tecnologico unico, che si alimentano a vicenda».

Vigna ha anche descritto l’approccio comunicativo scelto per la futura Ferrari elettrica, che sarà svelata gradualmente: «Quando si offre troppa tecnologia tutta insieme, il pubblico rischia di non coglierla appieno. Per questo abbiamo deciso di segmentare i messaggi, presentando prima gli aspetti tecnici e poi quelli emozionali. I clienti di tutto il mondo hanno apprezzato molto questa scelta».

L’elettrico secondo Ferrari: no a imposizioni

Proprio su uno dei temi che più incuriosisce il mercato, quello dell’elettrificazione, Vigna ha voluto chiarire la posizione di Maranello: «Quando si parla con chi fa il nostro mestiere, ci sono tre tipi di aziende: chi non ha ancora nulla di elettrificato e giustifica l’attesa, chi ha spinto troppo dimenticando il cliente, e chi fa elettriche da mass market. Noi siamo in un’altra categoria». Come azienda leader e innovativa «dobbiamo avere sempre più presenza nell’elettrico, ma a modo nostro» e, secondo Vigna, la domanda per le auto elettriche Ferrari è in evoluzione: «Un anno fa molti clienti mi dicevano ‘mai un’elettrica’. Oggi diversi di loro, soprattutto in Svizzera e negli Stati Uniti, hanno cambiato idea. Spesso l’influenza arriva dai figli, più attenti alla sostenibilità e ai consumi».

Vigna ha precisato che Ferrari non imporrà mai l’elettrico ai propri clienti: «Chi sceglierà una Ferrari elettrica lo farà per passione, non per imposizione. Non legheremo mai le versioni speciali alla motorizzazione». Anche perché, secondo la casa di Maranello, «non basta sostituire un motore con una batteria. Serve un’auto che emozioni. La nostra elettrica offrirà la stessa esperienza sensoriale di una Ferrari termica, con la dinamica e il piacere di guida tipici del marchio. Sarà una sorpresa, ma pienamente fedele al nostro Dna». (riproduzione riservata)



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