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Ferrari batte le attese nel trimestre: ricavi, utile e cassa oltre le stime e il titolo scatta a Piazza Affari

04 novembre 2025, 12:30 Ultimo aggiornamento: 13:12

Ricavi per 1,766 miliardi (+7,4%) e free cash flow industriale a 365 milioni. L’ebit sale a 503 milioni (+7,6%) con un margine del 28,4% e utile netto a 382 milioni. La casa di Maranello conferma la guidance e il titolo sale in borsa

Ferrari archivia un terzo trimestre solido e, nel complesso, superiore alle attese del mercato: ricavi, utile e generazione di cassa battono le stime, mentre i margini mostrano una leggera compressione sequenziale ma restano su livelli molto elevati per il settore.

La casa di Maranello, che in borsa ha reagito ai conti invertendo l’andamento a Piazza Affari da negativo a positivo sopra quota 345 euro (+2% circa), ribadisce i target presentati al Capital Markets Day dello scorso 20 ottobre, rafforzando la narrativa di una crescita profittevole guidata da un mix prodotti premium e dalle attività lifestyle e sponsorizzazioni.

I numeri chiave superano le attese

Nel terzo trimestre 2025 Ferrari ha registrato ricavi netti pari a 1,766 miliardi di euro, in crescita del 7,4% su base annua, o del 9,3% a cambi costanti, un risultato superiore alle attese del mercato che stimavano circa 1,71 miliardi. L’ebitda si è attestato a 670 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un margine del 37,9%, leggermente inferiore al 38,2% previsto ma comunque superiore in valore assoluto alle stime del consenso. L’utile netto ha raggiunto 382 milioni di euro, in crescita dell’1,8% anno su anno e oltre le previsioni di Mediobanca e del consensus. La generazione di cassa industriale (free cash flow) è risultata particolarmente robusta, pari a 365 milioni di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente e ben al di sopra delle stime più caute formulate dagli analisti.

Le consegne si sono mantenute pressoché stabili a 3.401 unità, con un incremento dell’1% su base annua: i volumi sono rimasti invariati, ma il mix di prodotto più ricco ha sostenuto la crescita dei ricavi e la tenuta dei margini. Nel complesso, questi risultati confermano come la redditività e la capacità di generare cassa restino i principali punti di forza della gestione, nonostante la natura ciclica di alcuni modelli e la conclusione del ciclo produttivo di serie limitate come la Daytona SP3.

Cosa c’è dietro i numeri: mix prodotto, sponsorizzazioni e costi

Ferrari sottolinea come l’aumento dei ricavi sia stato trainato dal miglior mix prodotti e da maggiori personalizzazioni (configurazioni tailor-made), che hanno compensato la fine del ciclo di alcune serie limitate. In particolare, la crescita è stata guidata da 296 GTS, Purosangue, la famiglia 12Cilindri e Roma Spider; inoltre è aumentato il contributo della famiglia SF90 XX, mentre la 296 GTB e la SF90 Spider si avvicinano alla fine del ciclo.

Le sponsorizzazioni, i proventi commerciali e le attività di brand hanno segnato un +21% nel trimestre, a 211 milioni, beneficiando della migliore posizione in Formula 1 e delle attività lifestyle. Questo elemento non solo aumenta i ricavi ma contribuisce alla marginalità operativa complessiva.

Sul fronte costi, Ferrari segnala una lieve riduzione di quelli industriali e degli ammortamenti in termini assoluti, ma un incremento di SG&A legato a spese per attività racing e investimenti nel marchio. L’effetto netto è una tenuta dei margini a livelli premium (ebit margin 28,4%).

Il ceo Vigna: proseguiamo nel percorso di sviluppo

«Proseguiamo nel nostro percorso di sviluppo con convinzione e forte visibilità», è il commento del ceo Benedetto Vigna. «Al Capital Markets Day abbiamo definito una traiettoria chiara nell'interesse di lungo termine del nostro marchio, ponendo le basi per una crescita sostenibile al 2030». Sul fronte dei prodotti, «continuiamo a offrire ai nostri clienti la massima libertà di scelta in termini di propulsione. In qualità di leader, ci assumiamo la responsabilità di dimostrare che la nostra interpretazione della tecnologia elettrica, espressa dalla Ferrari Elettrica, sarà ancora una volta fonte di innovazione».

La generazione di fcf sorprende in positivo

La generazione di free cash flow industriale nel trimestre è stata solida a 365 milioni, rispetto a stime più prudenti; la leva operativa positiva e i maggiori anticipi incassati nell’anno spiegano buona parte del risultato. Al 30 settembre l’indebitamento industriale netto è sceso a 116 milioni (rispetto a 338 milioni al 30 giugno), anche grazie a buyback per 132 milioni nel trimestre e a una liquidità disponibile di quasi 2 miliardi complessivi.

Questa posizione di cassa rafforza la capacità di Ferrari di proseguire il programma pluriennale di riacquisto azioni e di finanziare investimenti in R&D e infrastrutture (e-Vortex, nuove piste di collaudo).

Guidance e outlook: conferme e ambizioni al 2030

Ferrari ricorda che la guidance 2025 è stata rivista al rialzo al Capital Markets Day del 9 ottobre: adjusted ebitda di almeno 2,72 miliardi, free cash flow industriale di almeno 1,3 miliardi e ricavi netti per almeno 7,1 miliardi. Le ipotesi alla base includono un contributo maggiore del mix e delle personalizzazioni, minori costi industriali nel secondo semestre rispetto alle previsioni iniziali, e una più forte generazione di cassa.

Di rilievo strategico sono anche gli annunci sul fronte prodotti: lancio imminente della Ferrari Elettrica (componentistica e telaio già svelati), nonché la presentazione di nuovi modelli (849 Testarossa e Testarossa Spider) e il piano strategico al 2030, che punta sulla neutralità tecnologica (ICE, HEV/PHEV ed EV) mantenendo il posizionamento luxury e di prodotto a basso volume. Queste mosse sono cruciali per valutare la sostenibilità del mix di margini nel lungo periodo. 

Buyback, rapporto con gli azionisti e leva sul valore del marchio

Come detto, Ferrari continua il programma di buyback (ottava tranche fino a 360 milioni nel 2025) e al 31 ottobre detiene circa l’8,95% del capitale in portafoglio, fattore che sostiene l’eps e riflette una forte attenzione al ritorno per gli azionisti.

La combinazione di crescita organica, margini elevati e buyback costituisce un mix favorevole per il supporto al prezzo azionario, ma sarà sempre centrale la capacità del management di mantenere il pricing power e gestire il passaggio tecnologico. (riproduzione riservata)



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