La rassegna dei dati macro tiepidi continua in Asia, tenendo sottotono le borse, assieme alle parole decise e ai toni da falco nelle scorse ore del governatore della Fed, Jerome Powell. Alle ore 7:10 italiane l'Hang Seng cede lo 0,35%, Shanghai perde lo 0,2%, mentre il Nikkei viaggia positivo per lo 0,65% nonostante il fatto che il Pil giapponese si è contratto dello 0,2% su base trimestrale. Intanto l'oro scivola dello 0,6% a 1.807 dollari per oncia e il petrolio Wti americano torna a guadagnare lo 0,84% a 113,34 dollari il barile. L'euro scende a 1,0538, la sterlina a 1,2487, lo yen invece guadagna lo 0,13% a 129,19, mentre il T bond rende il 2,97% e i futures su Wall Street sono negativi (Nasdaq -0,4%).
Il Pil del Giappone scende dello 0,2% nel primo trimestre del 2022
Il Giappone ha visto la crescita calare dello 0,2% nel primo trimestre del 2022 rispetto a dicembre 2021, mentre il consenso si aspettava una flessione dello 0,4% e dopo un aumento dello 0,9% rivisto al ribasso nel quarto trimestre. E' stata la seconda contrazione negli ultimi tre trimestri, tra l'effetto Omicron, l'impatto della guerra in Ucraina e un aumento delle importazioni che hanno gravato su uno yen debole assieme alla fiammata dei prezzi delle materie prime. Su base annua, il Pil è sceso dell'1%, meno delle previsioni di un calo dell'1,8%.
I prezzi delle nuove case in Cina crescono al ritmo più debole del 2015
I prezzi medi delle nuove case nelle 70 principali città cinesi sono aumentati dello 0,7% su base annua ad aprile 2022 dopo un aumento dell'1,5% un mese prima. E' stato l'incremento più debole dei prezzi delle nuove abitazioni da ottobre 2015 a causa delle pressioni de governo per un deleveraging degli sviluppatori immobiliari, troppo indebitati come il colosso Evergrande. Pechino ha infatti innescato in questo modo una crisi di liquidità in alcuni importanti gruppi del mattone.
Tra le città più grandi della Cina, gli aumenti dei prezzi sono stati osservati principalmente a Chongqing (6,1% contro l'8,1% di marzo), Guangzhou (2,0% contro il precedente 3,0%), Shanghai (3,8% contro il 4,1% di marzo), Pechino (5,8%, era il 5,7%) e Shenzhen (3,9%, era il 4,5%). Nel frattempo, i prezzi a Tianjin sono scesi dello 0,3% dopo aver guadagnato lo 0,5% a marzo. Su base mensile, i valori delle nuove case sono scesi dello 0,2% ad aprile, il primo calo dallo scorso dicembre, dopo una lettura piatta nei due mesi precedenti.
Jerome Powell (Fed) usa toni da falco per domare l'inflazione persistente
La Federal Reserve non esiterà a continuare ad aumentare i tassi di interesse fino a quando l'inflazione non scenderà in modo chiaro e convincente, ha detto ieri sera il governatore, Jerome Powell, durante un'intervista al Wall Street Journal. Powell ha aggiunto che "se ciò comporta il superamento dei livelli di neutralità ampiamente conosciuti, non esiteremo affatto a farlo" e ha notato che l'economia statunitense è forte e ben posizionata per resistere a una politica monetaria meno accomodante e più restrittiva.
La Federal Reserve ha alzato di mezzo punto il costo del denaro portandolo all'intervallo di 0,75%-1% durante la riunione di maggio 2022, il secondo aumento consecutivo dei tassi e il più grande incremento del costo del denaro dal 2000, con l'obiettivo di contrastare l'impennata dell'inflazione. La Banca centrale americana ha aggiunto che sono adeguati gli aumenti di 50 punti base nei prossimi due meeting, a partire da giugno. (riproduzione riservata)