Fastweb+Vodafone alla prova dei primi conti. Il nuovo operatore nato dopo il consolidamento ha presentato i risultati finanziari del primo trimestre 2025, i primi dopo l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom.
L’integrazione del gruppo guidato dall’ad Walter Renna è ancora in corso, specifica il gruppo, e prosegue secondo le tempistiche, ma il 2025 sarà un anno di transizione come emerge anche dai risultati trimestrali. Tra le sinergie si prosegue con le attività per la migrazione delle sim Fastweb sulla rete Vodafone, prevista tra il secondo e il terzo trimestre dell’anno.
Al 31 marzo 2025 i ricavi sono stati sostanzialmente stabili a 1,81 miliardi (-0,4%), mentre l’ebitda after lease si è contratto del 12,1% a 422 milioni, nonostante la riduzione dei capex del 19,9% a 382 milioni. Il flusso di cassa operativo è stato positivo per 40 milioni.
L’adjusted ebitda after lease è invece pari a 428 milioni (-10,8%), mentre i capex adjusted si attestano a 371 milioni (-13,9%). L’adjusted operating free cash flow è di 57 milioni (+16,3%), grazie all’efficientamento degli investimenti e al completamento di progetti strutturali.
Se i clienti mobili residenziali e business di Fastweb+Vodafone si si sono mantenuti stabili anno su anno a 20,2 milioni con una market share del 26%, i clienti fissi residenziali e business si sono ridotti a 5,85 milioni, con una flessione del 3,4%, per una market share del 31%.
Nel residenziale i ricavi complessivi sono stati di 854 milioni (-2,6%), con una crescita dei servizi definiti beyond the core che vanno in parte a compensare la contrazione dei ricavi da connettività. La strategia residenziale si focalizza sulla creazione di valore attraverso una più netta differenziazione delle offerte tramite i brand ho.Mobile, Fastweb e Vodafone, una maggiore valorizzazione della convergenza fisso/mobile e dei bundle destinati alle famiglie e lo sviluppo di ecosistemi domestici sempre più estesi che integrino connettività e servizi come energia, assicurazione e cybersecurity.
Continua a crescere la business unit Enterprise, con ricavi a 800 milioni (+2,7%), di cui 202 milioni (+9,2%) da servizi a valore aggiunto derivanti dall’offerta di soluzioni basate sul cloud, l’Iot, cybersecurity e mobile private network. Anche il segmento Wholesale registra un deciso aumento, pari al 34,4%, del numero di linee a banda ultralarga fornite agli altri operatori nazionali che raggiunge quota 968 mila, mentre sul mobile è in fase di accelerazione il passaggio dei clienti CoopVoce sulla rete di Vodafone Italia. I ricavi generati dal business wholesale si assestano a 164 milioni, in flessione del 4,1% per via della focalizzazione su servizi core e la conseguente dismissione di alcune attività a bassa marginalità. (riproduzione riservata)