Nel giorno dei risultati 2025 di Swisscom e Fastweb+Vodafone si alzano i toni del confronto con Inwit sul tema del master service agreement. Già ormai da un anno, dopo l’integrazione di Vodafone Italia, l’operatore e il suo controllante svizzero stanno chiedendo pubblicamente di rivedere le condizioni del contratto che regola i rapporti con la towerco, ritenendolo troppo oneroso.
In questi mesi di dialogo, però, Fastweb+Vodafone e Inwit non hanno trovato una sintesi, tanto che nelle ultime settimane indiscrezioni non confermate raccolte da MF-Milano Finanza hanno iniziato a parlare con sempre più insistenza di una disdetta di Swisscom a partire dal 2028. La pre-notifica dell’addio, da contratto, andrebbe fornita entro marzo 2026.
Proprio sulla possibilità di esercitare la disdetta e i suoi impatti sulla guidance 2026 di Swisscom, ieri si è alzato il tono del confronto. Il gruppo svizzero ha stimato per l’anno in corso un’ebitda after lease tra 5 e 5,1 miliardi di franchi, di cui 1,8-1,9 miliardi in Italia. Stime che includono «costi di leasing per circa 1,6 miliardi di franchi» con una conseguente leva (rapporto debito netto/ebitda) attesa a 2,3 volte.
Tuttavia la guidance «esclude la proroga di accordi esistenti o la conclusione di nuovi accordi per le torri» in Italia. Swisscom ha precisato anche che, qualora «il contratto di torri con Inwit venga esteso per ulteriori otto anni (2028–2036) alle stesse condizioni dell’attuale contratto», la leva salirebbe di 0,3 volte.
La doppia posizione di Swisscom ha provocato così la risposta di Inwit – che nel frattempo ha anche spostato la presentazione dei conti il 2 aprile, post deadline di fine marzo – con una nota ufficiale. Inwit ha sostenuto che un’altra clausola, quella relativa cambio di controllo della towerco avvenuto nel 2022, abbia già blindato l’msa fino al 2038, privando Swisscom della possibilità di esercitare la disdetta.
Le vie possibili, a questo punto, sembrano due. La prima prevede un accordo in extremis, la seconda invece la disdetta di Fastweb+Vodafone, che darebbe il via a un acceso scontro legale con conseguenze sia sul fronte finanziario sia su quello industriale per entrambi i gruppi.
Inwit nella nota si è detta disponibile a valutare un «ampliamento della partnership di lungo termine con i propri clienti», individuando «nuove aree di efficienza e sinergia industriale, continuando a creare valore per tutte le parti coinvolte». Nella conference call, l’ad di Fastweb+Vodafone Walter Renna ha detto di essere al lavoro sulla strategia delle torri, ribadendo però che «le attuali condizioni contrattuali non sono sostenibili» e che si lavorerà con Inwit per trovare «una soluzione win-win». (riproduzione riservata)