I dettagli di questa prima Nac (Natural asset company) – così chiamata perché mira a conservare e ripristinare la natura – sono ancora pochi, poiché il primo round di finanziamento privato non è stato ancora concluso. Tuttavia, i «prodotti» offerti da questa ricca foresta di conifere, come la regolazione del clima, la prevenzione delle inondazioni e la produzione alimentare proveniente da un’importante attività di pesca, sono stati valutati 1,3 miliardi di dollari secondo un rapporto del World Economic Forum (Wef).
Un investitore istituzionale anonimo e un family office stanno guidando la raccolta privata, che dovrebbe chiudersi entro la fine dell’anno, ha dichiarato Doug Eger, presidente e ceo di Intrinsic Exchange Group (Ieg), una società che sviluppa soluzioni di mercato per attribuire valore economico alla natura. Il Wef afferma che l’accordo è solo uno dei tanti «in fase di sviluppo». Il rapporto individua 37 soluzioni per finanziare la natura e ne mette in evidenza 10 prioritarie, in grado di generare il maggiore impatto e di «liberare capitali su larga scala», secondo Shivin Kohli, responsabile della finanza per la natura al World Economic Forum.
Le Nac sono strutturate come società operative che emettono azioni e generano ricavi, concedendo in licenza "asset” ecologici – come crediti di carbonio o di biodiversità.
«Quando il capitale azionario viene scambiato tra acquirenti e venditori, convertiamo quel valore naturale sottostante in capitale finanziario», spiega Eger. L’obiettivo è migliorare e conservare gli asset naturali, piuttosto che sfruttarli, assicurando che continuino a produrre benefici per la società e l’ambiente. Secondo il Wef, queste strutture attirano investitori istituzionali, perché possono generare ricavi da più fonti e si applicano a settori come agricoltura, silvicoltura e infrastrutture, trasformando servizi ecosistemici – come zone umide o foreste – in beni investibili.
Il valore di tali servizi viene determinato tramite bilanci finanziari e «rapporti di performance ecologica» basati sugli standard Onu del System of Economic-Environmental Accounting, che assegnano un valore monetario ai benefici degli ecosistemi.
Nel 2023 la Securities and Exchange Commission (Sec) statunitense aveva preso in considerazione la possibilità di consentire la quotazione delle Nac alla Borsa di New York, ma la proposta è stata ritirata a causa delle forti opposizioni politiche, soprattutto da parte dei Repubblicani, che temevano un impatto negativo sulle economie rurali. Oggi Ieg punta a finanziare le Nac tramite collocamenti privati e a sviluppare un mercato secondario in borse private, con l’obiettivo di creare una nuova classe di asset in grado di integrare pienamente la natura nell’economia.
