Fabrizio Di Amato, fondatore e presidente della quotata Maire, mette ordine nelle partecipazioni extra colosso dell'impiantistica e dell'ingegneria, controllato con il 51% dal proprio family office Glv Capital.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a fine novembre Maire Investments, la holding partecipata al 100% con cui l’imprenditore romano diversifica il business, investendo (in Italia e all'estero) in alberghi, elicotteri, moto, borse, produzione di film, cybersecurity, chimica verde e tenute agricole, ha aperto i cantieri di una scissione parziale per trasferire in Mi Capital le quote nel private equity e nel venture capital.
Come anticipato da questo giornale, Mi Capital è un veicolo creato ad ottobre sotto Maire Investments (166 milioni di euro di patrimonio netto e oltre 27 milioni di utili nel 2024) dedicato esclusivamente agli investimenti in capitale di rischio nelle imprese innovative.
«La scissione – si legge nel verbale del board della holding guidata da Simone Pierangeli che ha varato l’operazione – mira a rendere più efficiente e chiara la struttura del gruppo (Maire Investments, ndr), concentrando le partecipazioni di private equity e venture capital in Mi Capital per una gestione più specializzata e valorizzabile nel tempo, mantenendo al contempo continuità e neutralità patrimoniale senza incidere sull'equilibrio né sugli assetti partecipativi delle società coinvolte».
Dopo il lancio della newco, la piattaforma si prepara a trasferire circa 15 milioni di euro di patrimonio che «verrà integralmente imputato a riserva senza aumento di capitale della beneficiaria».
Il pacchetto partecipazioni è rappresentato da 24 quote, la maggioranza (19) nel venture capital perlopiù attraverso partecipazioni dirette (del valore di circa 4 milioni di euro), mentre le restanti (per quasi 11 milioni) sono in fondi di private equity. Nel portafoglio da trasferire ci sono anche un centinaio di azioni Montepaschi.
Fra i nomi più noti delle aziende innovative in cui ha investito Di Amato – e i cui pacchetti ricadranno nel portafoglio di Mi Capital – ci sono NewCleo e Wallife. La prima è la startup del nucleare pulito fondata e guidata da Stefano Buono con cui Maire ha dato vita alla jv Next-N, mentre la seconda è la società assicurativa lanciata da Fabio Sbianchi nel 2020 che offre coperture legate ai nuovi rischi derivanti dall’uso degli strumenti tecnologici.
In Mi Capital è finita anche J. Jardin, sub-holding guidata da Massimo Di Amato (seconda generazione della dinastia degli imprenditori della Maire) che lo scorso anno ha acquistato quote del marchio di moda Mvp Wardrobe della designer Maria Vittoria Paolillo.
Gli investimenti in private equity sono indiretti: ci sono le quote in un fondo di Ambienta e nella stessa sgr fondata da Nino Tronchetti Provera, di Aurora Growth Capital (Aurora 2) e di Armonia (I e II), la sgr nata su impulso, fra gli altri, anche dello stesso Di Amato. (riproduzione riservata)