F2i riapre il risiko delle farmacie in Italia. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli – che ha in Cdp Equity, le fondazioni bancarie, le casse previdenziali e Intesa Sanpaolo e Unicredit i suoi principali azionisti – è in trattative avanzate con il gruppo ceco Dr Max per vendere il proprio 72,6% della catena Farmacie Italiane.
È la controllata che opera nel settore delle farmacie, presente da fine 2018 nel portafoglio del terzo fondo di private equity della galassia F2i. La sgr di Ravanelli era entrata nel comparto a seguito della grande liberalizzazione dell’anno precedente, rilevando il polo di farmacie e parafarmacie FarmaCrimi, che fa capo ai fratelli Rocco e Vincenzo Crimi. I due fondatori avevano reinvestito con una quota di minoranza, ora del 26,9%.
Al deal aveva partecipato anche Medeor, una piccola boutique d’investimento specializzata nel settore della sanità, con il veicolo MedeorPart5 che ha lo 0,45%. Non è chiaro se anche gli altri azionisti cederanno i propri pacchetti, ma secondo alcune fonti vicine al dossier, è molto probabile che Dr Max – che dovrebbe essere assistito come advisor da Unicredit – punti a rilevare il 100% del capitale essendo il secondo retailer di farmacie e parafarmacie in Europa che consolida tutti i punti vendita sotto un unico marchio.
Il valore dell’operazione potrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni di euro, enterprise value comprensivo di 90 milioni di debito. La quota di F2i, quindi, varrebbe circa 160 milioni, a fronte di un esborso che nel 2018 era stato di una settantina di milioni. Da una base di partenza di 27 punti vendita (fra farmacie e parafarmacie localizzate fra Milano e Roma) che generavano 110 milioni di euro e 12 milioni di ebitda, l’investimento di F2i è servito per creare una massa critica di 51 negozi sanitari presenti ora anche in altre città.
A fine 2024 Farmacie Italiane ha fatturato 249,3 milioni (al momento, compreso il canale online, circa 260 milioni di cui 170 milioni dal retail), con 20 milioni di ebitda e un utile netto di poche centinaia di migliaia di euro. Nell’ultimo anno Farmacie Italiane si è concentrata sulla riduzione del numero delle parafarmacie (sei) per liberare risorse per gli investimenti e per abbattere il debito.
Ora questo pacchetto di 51 punti vendita potrebbe andare a rafforzare il gruppo ceco che in Europa conta oltre 3.000 negozi sanitari distribuiti in 18 Paesi. Ma che in Italia, dove a fine 2023 aveva comprato Neo Apotek, è ancora relativamente piccolo. Dr Max possiede 210 farmacie in un mercato molto frammentato, in cui il leader nazionale Hippocrates Holding (marchio Lafarmacia) ha circa 550 farmacie. Le altre catene sono Farmagorà e Alma, del gruppo Pharma Green. (riproduzione riservata)