È partita la raccolta dei due nuovi fondi della scuderia F2i, uno dedicato al private equity da 1,5 miliardi di euro ed uno di private debt da 750 milioni. Strumenti che consentiranno alla sgr guidata da Renato Ravanelli e partecipata da Cdp Equity, da Intesa Sanpaolo, Unicredit e dalle principali casse previdenziali italiane e fondazioni bancarie di superare i 10 miliardi di masse in gestione, con otto fondi all’attivo.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza Ravanelli – che a inizio novembre ha riunito a Milano i soci per l’investor day aperto dall’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – intende completare la raccolta entro inizio del prossimo anno. Entro metà febbraio al massimo in particolare quella del fondo di debito.
In linea con gli altri cinque (il primo fondo è stato liquidato a dicembre 2017), il focus del nuovo fondo di private equity dovrebbe essere su trasporti, rinnovabili, sistemi di stoccaggio di energia e telecomunicazioni, con un parte dedicata anche agli investimenti oltre confine (Spagna, Francia e Grecia).
Il taglio delle quote si aggira intorno a 100 milioni e, come avvenuto anche per gli altri fondi, il grosso sarà sottoscritto dal blocco delle quattro casse previdenziali azioniste con il 19,4% (Enpam, Cassa Forense, Inarcassa e Cassa Geometri) che nei sei veicoli ancora attivi hanno investito in tutto oltre un miliardo. Più piccoli invece i tagli del secondo fondo di private debt, di 250 milioni più grande di quello ancora attivo in casa F2i. Le banche e le fondazioni stanno vagliando l’investimento. Anche Cariplo dovrebbe sottoscrivere.
L’adesione dei grandi azionisti della sgr in fase di raccolta è un importante segnale anche per gli altri investitori istituzionali anche esteri. Ravanelli sta portando avanti la rotazione del portafoglio che in alcuni settori come quello aeroportuale e portuale ha portato F2i a costruire dei poli infrastrutturali aggregativi.
Nell’investor day sarebbero stati passati in rassegna gli ambiti di attività della sgr, i grandi trend con un approfondimento in particolare sulle tematiche energetiche e della sostenibilità su cui hanno portato la loro prospettiva anche big del private equity europeo come tra il fondo Asterion (presente il ceo Jesus Olmos, con cui F2i investe in 2i Aeroporti) e Sixth Street (sul palco Richard Sberlati, head of infrastructure del fondo).
Intanto come raccontato da questo giornale, fra i dossier in fase di exit c’è quello su Farmacie Italiane. F2i è in trattative avanzate con il gruppo ceco Dr Max (controllato dal fondo Penta Investments) per vendere il proprio 72,6% della catena da oltre 50 punti vendita da circa 260 milioni di fatturato, con 20 milioni di ebitda e un utile netto di poche centinaia di migliaia di euro. Il deal non è stato ancora siglato, ma le parti si starebbero progressivamente avvicinando sul prezzo. (riproduzione riservata)