La Juventus non è in vendita. Ora è arrivata anche la respinta formale del consiglio di amministrazione di Exor. Il board della holding guidata dalla famiglia Agnelli ha rigettato all’unanimità la proposta non sollecitata presentata da Tether Investments per l’acquisizione dell’intera partecipazione (65,4%) detenuta da Exor nel club bianconero. Il gruppo guidato da Paolo Ardoino, già nel capitale della Vecchia Signora (è rappresentato in consiglio da Francesco Garino) resterà all’11,5% del club.
Venerdì 12 in serata, dopo che Tether aveva messo sul tavolo un’offerta interamente cash promettendo d’investire 1 miliardo nel rilancio della società in caso di successo dell’opa, erano state fonti vicine ad Exor a dire che la Juve non è in vendita.
Il consiglio della cassaforte presieduta da John Elkann ha ribadito in modo netto una linea già espressa in passato: nessuna intenzione di cedere, in tutto o in parte, la propria quota nella Juventus a soggetti terzi. Una posizione che vale anche nei confronti di Tether, gruppo con base in El Salvador attivo nel settore delle criptovalute e delle stablecoin.
Per Exor, la Juventus resta un asset strategico e identitario. Il club torinese rappresenta infatti uno dei pilastri storici del portafoglio della holding, che insieme alla famiglia Agnelli ne detiene il controllo da oltre un secolo. Una presenza definita «stabile e orgogliosa», a conferma di un legame che va oltre la mera partecipazione finanziaria.
Nel comunicato, Exor sottolinea inoltre il pieno sostegno al nuovo management della Juventus, impegnato nell’attuazione di una strategia volta a rafforzare i risultati sportivi e a migliorare la performance economico-finanziaria del club. L’obiettivo è riportare la società su un percorso di crescita sostenibile, sia sul campo sia fuori dal campo, in un contesto competitivo sempre più complesso per il calcio europeo.
La bocciatura dell’offerta di Tether mette così fine, almeno per ora, alle indiscrezioni su possibili cambiamenti nell’azionariato della Juventus, confermando la volontà di Exor di restare al timone e di accompagnare direttamente la fase di rilancio del club.
Tether aveva messo sul tavolo un’offerta interamente cash e pari a 2,66 euro per azione (premio del 20,7% rispetto alla chiusura di giovedì 11 dicembre) con un equity value del 100% della società pari a 1,1 miliardi.
«La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. Fa parte nel vero senso della parola, perché nel corso di un secolo, quattro generazioni l'hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili, festeggiata nei momenti felici», spiega Elkann.
«Ma non solo: la Juve – prosegue il presidente di Exor – fa parte di una famiglia molto più grande, la famiglia bianconera, fatta di milioni di tifosi, che amano la Juve come si amano le persone care. Proprio pensando a questa passione, a questa storia d’amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la squadra e guardare al futuro, per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita». (riproduzione riservata)