Un po' meno debiti, meno azioni di Exor ma più presa sulla capogruppo dell'impero Agnelli-Elkann. Sono alcune tra le novità più rilevanti del bilancio 2023 della holding olandese Giovanni Agnelli Bv, il veicolo che ha preso il posto della storica accomandita e che racchiude i vari rami della dinastia Agnelli. Da lì John Elkann, attraverso la società semplice Dicembre, insieme con i fratelli Lapo e Ginevra ha la maggioranza relativa, a cascata, di un impero da oltre 35 miliardi di euro tra Stellantis, Philips, Ferrari, Gedi, The Economist, Lingotto e altre ancora. Un controllo saldo, anche se la madre Margherita lo contesta nei tribunali in Italia e in Svizzera.
L'ex accomandita ha stretto la presa su Exor alzando lievemente la quota in suo possesso al 31 dicembre dal 52% al 52,55% pur avendo meno azioni: è l'effetto dell'adesione al buyback da 1 miliardo varato da Exor l'anno scorso e ancora in corso per 250 milioni. Ed è destinata ad aumentare ancora man manco che vengono annullare le azioni, come deciso da Exor: attualmente il peso della Giovanni Agnelli è pari al 55,5% del capitale emesso e all'85% circa dei diritti di voto. Una quota che vale circa 12 miliardi di euro, anche se in bilancio è al prezzo storico di 1,33 miliardi.
La holding olandese ha aderito al buyback consegnando 2,38 milioni di titoli per un incasso di 201 milioni di euro. Capitali freschi che sono serviti per abbattere il debito: le passività non ricorrenti si sono ridotte a 8,1 milioni, dai 109 milioni del 2022. Nel 2022 la cassaforte aveva chiuso con debiti per 371 milioni, legati al pagamento (avvenuto nel febbraio di quell'anno) di 203,4 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate come parte del doppio accordo da 949 milioni per chiudere i contenziosi aperti con l'Erario italiano dopo il trasferimento in Olanda. Anche quest'anno la Giovanni Agnelli beneficerà poi dei dividendi di Exor, pari a 0,46 euro: in totale, circa 57 milioni.
La fotografia che emerge dal bilancio, pubblicato martedì 4, è di una holding in salute: il patrimonio è stabile a 834 milioni anche se sono salite le passività correnti, con un debito di 394 milioni. E le imposte sul reddito? Zero. Come nel 2022. (riproduzione riservata)