Execus accelera sulla cyber resilience. La martech company ha siglato una partnership con Neurafense e TrueNas per rafforzare la protezione dei dati, la continuità operativa e la resilienza infrastrutturale delle imprese italiane. Punta così ad ampliare la propria offerta in un mercato sempre più strategico, in cui la sicurezza informatica e la capacità di recupero dei sistemi rappresentano asset critici per le aziende.
L’accordo coinvolge Neurafense, managed security & AI-Ops provider specializzato nella protezione e nel monitoraggio delle infrastrutture digitali critiche, e TrueNas, piattaforma enterprise open storage sviluppata da iXsystems e basata su OpenZfs.
L’obiettivo della collaborazione è superare la frammentazione che spesso caratterizza la gestione dello storage aziendale, ancora considerato in molte organizzazioni una componente separata rispetto alle strategie di cyber security, backup e disaster recovery. Una frammentazione che, secondo i partner, aumenta la complessità operativa e riduce la capacità di risposta in caso di incidenti informatici, guasti o indisponibilità dei sistemi.
La partnership introduce, quindi, un modello integrato che collega infrastruttura dati, sicurezza informatica, continuità operativa e gestione del rischio, con particolare attenzione alla fase di ripristino dei dati e dei servizi.
Nel dettaglio, Execus contribuirà allo sviluppo commerciale e all’integrazione dell’offerta nei percorsi di trasformazione digitale delle imprese, mentre Neurafense seguirà la componente progettuale e operativa attraverso servizi di cyber security, monitoring, gestione infrastrutturale e compliance. TrueNas metterà, invece, a disposizione la propria piattaforma tecnologica enterprise per la gestione del dato, focalizzata su integrità, disponibilità e scalabilità.
Il modello proposto prevede un’architettura unificata in cui produzione, backup e disaster recovery vengono gestiti come un unico ecosistema integrato e non come ambienti separati. Un approccio che punta a ridurre la complessità IT e a migliorare la coerenza dei sistemi, soprattutto in contesti multi-sede o distribuiti.
Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma TrueNas integra funzionalità avanzate come snapshot OpenZfs, replica tra sistemi, cifratura dei dati e meccanismi di immutabilità orientati alla protezione contro ransomware, errori operativi e malfunzionamenti infrastrutturali.
L’iniziativa si inserisce in un quadro normativo sempre più stringente, segnato dall’entrata in vigore delle direttive Nis2 e Dora, che richiedono alle aziende capacità concrete di gestione del rischio ICT e continuità operativa.
«Oggi il dato è diventato un elemento centrale per la continuità del business e per la gestione del rischio», sottolinea Andrea Stecconi, ceo di Execus. «Il nostro ruolo è aiutare le imprese a integrare tecnologie e competenze in modelli sempre più innovativi e aderenti alle esigenze del mercato. Con questa partnership rafforziamo ulteriormente la nostra offerta in ambito cyber, mettendo a disposizione delle aziende un approccio più strutturato alla gestione, alla protezione e al recupero del dato».
La resilienza non si costruisce comprando singole tecnologie scollegate tra loro, secondo Stefano Affatato, co-founder & Cto di Neurafense. «Si costruisce progettando architetture capaci di resistere, osservare, reagire e ripristinare. Con TrueNas portiamo nelle imprese italiane una base storage enterprise fondata su controllo del dato, integrità, replica e recuperabilità. Con Execus possiamo trasformare questa tecnologia in un modello concreto di cyber resilience».
Sulla stessa linea Keo Sar, direttore vendite per Emea/Apac di TrueNas: «Ogni organizzazione ha una strategia di backup. Molte meno, però, dispongono di una strategia di ripristino che abbiano effettivamente testato e di cui si fidino. Insieme offriamo alle aziende italiane un modello unificato in cui protezione e ripristino sono integrate in un unico sistema».
Quotata su Euronext Growth Milan, l’azione Execus l’11 maggio ha chiuso la seduta stabile a quota 1,15 euro. Negli ultimi tre mesi ha perso il 6,5% e in un anno l’8,7%. (riproduzione riservata)