Un messaggio sul telefono, poi un largo sorriso: «L’Aia è stata approvata». Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato il via libera del Mase all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ex Ilva dal palco della Cisl. «Questo vuol dire che Taranto continuerà, che lo stabilimento è salvo e che la siderurgia italiana è salva».
Un’autorizzazione comunque «temporanea» perché verrà rivista, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, «a partire da agosto» in base all’accordo di programma inter-istituzionale, la cui definizione è prevista il 31 luglio.
L’Aia è un provvedimento che autorizza l’esercizio di determinati impianti, tenendo conto della loro potenziale incidenza sull’ambiente e sulla salute di chi lavora o abita il sito. Sono ben due anni che l’autorizzazione per Taranto è scaduta (l’ultima risale al 2011).
Dal momento che la vendita del polo siderurgico è il principale obiettivo del governo Meloni, il rinnovo dell’Aia risultava fondamentale anche perché, senza documento, si sarebbe assistito allo stop degli impianti. L’autorizzazione, aveva spiegato il ministro giovedì 17 poco prima dell’annuncio, è una sorta di «ponte» in attesa che si giunga al «piano di decarbonizzazione» (la cui bozza è stata visionata da MF-Milano Finanza) che deve essere ancora approvato.
Il documento contiene 470 prescrizioni e integra e sostituisce una trentina di provvedimenti governativi che dal 2011 sono serviti per specifici interventi di salvaguardia dell’ambiente. Tutte le prescrizioni indicate dall’Istituto di superiore di sanità sono state recepite.
«Le prescrizioni», fanno sapere dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, «assicurano il miglioramento delle performance ambientali». Tuttavia, durante la Conferenza convocata per il riesame, è arrivato il parere contrario dagli enti territoriali (Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Taranto e Comune di Statte) i quali hanno evidenziato, tra le motivazioni, la mancata sottoscrizione dell’Accordo di Programma sul piano di decarbonizzazione dell’impianto.
Il target di produzione è fissato a 6 milioni di tonnellate annue per 12 anni, un obiettivo che tiene attivi gli impianti attualmente in funzione a Taranto. Per garantire la continuità operativa di tutti i siti produttivi del gruppo, tutelare i livelli occupazionali e rispondere alle esigenze del mercato nazionale ed europeo, è necessario – secondo la bozza di piano visionata da questo quotidiano – garantire una produzione fino a 8 milioni di tonnellate annue di acciaio. Ragion per cui l’Aia sarà aggiornata sulla base degli accordi che verranno presi entro la fine del mese di luglio. (riproduzione riservata)