Mentre il governo continua a rinviare il confronto con i sindacati, Flacks Group accelera sul dossier Acciaierie d’Italia. Il fondo americano interessato all’acquisizione del polo siderurgico ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico incaricato di aggiornare il piano industriale, coinvolgendo manager ed esperti del settore per definire investimenti, percorso di decarbonizzazione e prospettive occupazionali.
La mossa arriva in una fase di forte incertezza per l’ex Ilva. Mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, richiama la necessità di un intervento diretto di Palazzo Chigi, dal fronte sindacale cresce il malcontento per l’assenza di un confronto con l’esecutivo. Secondo la Fiom-Cgil, infatti, «non è ancora arrivata alcuna risposta» alla richiesta di incontro avanzata il 6 maggio dai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm.
Tornando al lavoro del fondo americano, il tavolo costituito da Flacks Group avrà il compito di effettuare una ricognizione della situazione industriale, operativa, finanziaria, ambientale e normativa di Acciaierie d’Italia e di fornire ai commissari straordinari, al governo e agli istituti finanziari gli elementi necessari per valutare la sostenibilità del progetto industriale.
A guidare il gruppo di lavoro sarà Cesare Sassi, senior advisor di Flacks Group. Ne faranno parte anche Luca Villa, amministratore delegato di Metinvest Adria, Alberto Perin, Plant Sales Director & Chief Marketing Officer di Danieli Group, e Peter Kamarás, senior advisor per il settore Metals & Mining del gruppo statunitense. Altri specialisti nei settori industriale, energetico, ambientale e finanziario potranno essere coinvolti nelle prossime settimane.
L’obiettivo dichiarato è trasformare il piano esistente in un programma operativo aggiornato, con una chiara definizione dei contributi dei partner industriali, del cronoprogramma degli investimenti, delle misure per la decarbonizzazione e delle prospettive di crescita produttiva e occupazionale del sito.
Sul fronte sindacale, però, il clima resta teso. «Riteniamo urgente convocare le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi per lavorare sulle soluzioni che da tempo proponiamo dal punto di vista sociale, ambientale e industriale. La situazione è insostenibile», ha affermato Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom-Cgil.
Secondo il sindacalista, mancano ancora le risorse necessarie per garantire la continuità aziendale, sono a rischio i lavoratori dell'indotto e persistono criticità legate al pagamento degli stipendi, all’anticipo della cassa integrazione e alle condizioni di sicurezza negli impianti. «La salute e la sicurezza dei lavoratori è continuamente messa in discussione, visto che accadono quotidianamente incidenti negli stabilimenti, in particolare a Taranto», sottolinea Scarpa. (riproduzione riservata)