Le assicurazioni sono «uno dei termometri più sensibili dei trend di un Paese»: da quelli demografici a quelli sociali. Ne risulta che «il loro contributo è essenziale per accompagnare mutamenti e obiettivi di sviluppo». Sono alcune delle parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’assemblea annuale dell’Ania.
In un passaggio, il capo di Stato ha poi affermato che «la limitazione dell’impegno dello Stato nella copertura di alcune tipologie di calamità derivanti da eventi climatici estremi rende ancora più rilevante la protezione assicurativa, circostanza che non esonera, naturalmente, le istituzioni dagli obblighi della prevenzione».
Inoltre, ha proseguito, «il crescere dei bisogni in ambiti come la previdenza e l’assistenza sanitaria, con il divario rispetto alle risorse pubbliche destinate, si colloca nella medesima tendenza».
Parole che sono state accolte e subito rilanciate dalle opposizioni. «L’obbligo di una polizza catastrofale non deve portare nessuno di noi ad abbassare la guardia sui cambiamenti climatici», hanno commentato attraverso una nota congiunta i parlamentari del M5S delle commissioni Ambiente e Infrastrutture di Camera e Senato.
Durante il discorso, Mattarella ha evidenziato il «momento» in cui si svolge l’assemblea dell’Ania, «caratterizzato da forte incertezza in Europa e nel mondo. Conflitti in atto, spinte neo-protezionistiche fanno prevalere elementi di instabilità e questo, naturalmente, oltre a rappresentare minaccia per gli stessi destini dell’umanità, incide sulle prospettive dell’economia e dei mercati, anche in campo assicurativo».
«Alle imprese assicuratrici compete un ruolo in questo scenario, per far sì che l’emergere di un clima di rischio non rallenti lo spirito di impresa e non incida sui diritti dei cittadini», ha detto Mattarella, che ha poi concluso esprimendo «l’auspicio che il dibattito approfondisca in modo puntuale questi temi». (riproduzione riservata)