I listini del Vecchio continente chiudono la giornata in rialzo in attesa della riunione di domani della Bce. Il Ftse Mib registra un progresso dello 0,8%, il Dax dell’1,5%, il Cac 40 dello 0,9% e il Ftse 100 dello 0,6%. A Milano sul listino principale sale Mps (+4,64%), Saipem (+2,8%) e Hera (+2,7%). In netto calo a Piazza Affari invece Tim (-1,6%), Campari (-1,6%) e DiaSorin (-0,98%). In attesa delle parole della presidente di Francoforte Christine Lagarde, sale l’euro a 1,09 sul dollaro (+0,4%), mentre in campo obbligazionario lo spread resta in calo a 155 punti con il Btp decennale al 3,89%. Dall’altra parte dell’oceano continua a salire intanto Wall Street: +0,37% il Dow Jones, +0,6% l’S&P, +0,9% il Nasdaq.
Tutto questo alla vigilia della riunione della Bce, chiamata a una più che scontata conferma del costo del denaro in una fase di elevata incertezza geopolitica. «La Bce taglierà i tassi non prima di giugno/luglio e non più di tre volte quest'anno, rispetto alle attese del mercato di sei sforbiciate», ha previsto il chief Economist di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, spiegando che alla Bce «dovranno essere sicuri che la battaglia contro l'inflazione sarà vinta», ha precisato De Felice nel corso di un convegno organizzato da Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) a Milano. De Felice stima un timing più ritardato per i tagli dei tassi da parte della Bce: «non prima di giugno/luglio e con soli tre ribassi nel 2024».