Si stringono i tempi per trovare una soluzione su Eurovita, la compagnia di assicurazioni che era guidata dal fondo Cinven, andata in crisi in seguito al lungo rialzo dei tassi da parte della Bce che ha colpito i titoli di Stato in portafoglio abbassando i prezzi. Cinven, dal canto suo, non ha effettuato a suo tempo l’aumento di capitale richiesto dall’Ivass. A essere interessate oltre 410.000 polizze per 15,3 miliardi di euro investiti.
Mercoledì si è svolto l’incontro fra tutte le associazioni dei consumatori e il commissario di Eurovita, Alessandro Santoliquido, al quale ha partecipato anche con Confconsumatori, rappresentata dall’avvocato Antonio Pinto. Il legale ha «apprezzato la chiarezza e la competenza tecnica del commissario, gli abbiamo chiesto di mettere in evidenza alle banche collocatrici e alle compagnie assicurative che, nell’ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, vi potrebbe essere un rischio sistemico per i prodotti polizze perché anche i titolari di contratti stipulati con altre compagnie potrebbero temere un effetto Eurovita sul proprio contratto. Per le banche che hanno collocato le polizze Eurovita, inoltre, vi sarebbe un rischio contenzioso pure rilevante».
Come spiega l’avvocato Pinto, se si realizza «l’eccellente progetto descritto molto chiaramente dal commissario, le associazioni, con senso di responsabilità, si faranno carico di spiegare ai clienti che la corsa agli sportelli per i riscatti non avrebbe più nessun senso, logico ma anche economico. Infatti, tutti ovviamente saranno liberi di chiedere il riscatto, una volta che saranno passati con altra compagnia. Tuttavia, per coloro che non hanno una qualche effettiva esigenza economica a breve (ad esempio l’acquisto della casa o il sostegno dei figli...), un principio base di educazione finanziaria, sarebbe quello di proseguire nel contratto originario, per evitare possibili minusvalenze fisiologiche di mercato, collegate ad esempio ai titoli obbligazionari».
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Dall’incontro fra le associazioni dei consumatori e il commissario Santoliquido sono emersi 10 punti da tenere sott’occhio in vista di una risoluzione (complessa) del problema:
1. Eurovita è in questa situazione per tre cause autonome e concorrenti fra loro: 1) mancata ricostituzione del capitale sociale da parte dell’azionista Cinven, totalmente inattesa dal mercato; 2) rialzo tassi interesse che ha squilibrato i portafogli delle gestioni separate. Il commissario Santoliquido ha chiarito che le minusvalenze sono dovute a titoli di Stato esteri e italiani ed obbligazioni, «trattandosi però di titoli solidi, basta evitare riscatti anticipati e si evitano le minusvalenze»; 3) Eurovita in portafoglio aveva gestioni separate, con rendimenti minimi alti (ad es. al 4%) ha subito minusvalenze per tutti gli anni in cui c’erano tassi bassi.
2. Il blocco dei riscatti è stato fatto per evitare la liquidazione coatta amministrativa (l.c.a.) che ci sarebbe stata se vi fosse stata la corsa allo sportello. Il fine del blocco è proprio quello di tutelare i risparmiatori, evitandogli la procedure di l.c.a.
3. La qualità del patrimonio di Eurovita è buona, non ci sono investimenti su titoli in default, gli investimenti sono su asset solidi. Anche gli investimenti sui titoli di alcune delle banche distributrici rappresentano una componente minima (1%) del portafoglio.
4. Mef, Banca d’Italia, Ivass sono intervenuti e stanno seguendo molto da vicino la vicenda, supportando per arrivare ad una soluzione di sistema.
5. Oggi il progetto di risanamento prevede che cinque compagnie assicurative si accollano i contratti di tutti i clienti, mentre le banche distributrici danno linee di credito alle compagnie, per finanziare i riscatti anticipati che dovessero arrivare, una volta tolto il blocco.
6. Le banche faranno credito alle compagnie e acquisiranno titolarità della polizza per portarla a scadenza, cosi evitando di generare minusvalenze ai bilanci Eurovita o delle compagnie che si accollano.
7. Nessuno vuole andare in liquidazione coatta amministrativa ma ad oggi non si può escludere.
8. In nessuna ipotesi si prevedono perdite significative per i risparmiatori.
9. E’ probabile un nuovo blocco per un altro periodo che potrà essere di un mese e comunque non supererà i tre mesi. Si aprono due ipotesi: «la proroga del blocco ci sarà solo se si trova una soluzione entro fine giugno, perché se il progetto di soluzione salta, allora verosimilmente si andrà in liquidazione», spiega l’avvocato Pinto.
10. Dividere in cinque parti le unit è molto molto complicato e richiederebbe tempi lunghi, per cui per ora le cinque compagnie subentrano nell’acquisizione della società e «poi con calma e con i tempi tecnici giusti provvederanno alla divisione. Il progetto di soluzione prevede che ogni cliente sarà preso in carico da uno dei cinque grandi gruppi assicurativi», racconta l’avvocato.
Pertanto, un cliente oggi di Eurovita diventa cliente di Poste o di un’altra compagnia, senza cambiare in nulla.
11. Alluvionati assicurati Eurovita: con Ivass il commissario Santoliquido sta valutando di fare qualcosa (per esempio riscatto parziale) e Ivass nei prossimi giorni dovrebbe dare notizia.
12. Il commissario Santoliquido ha confermato che la sospensione dei premi delle polizze è ammessa senza penalità. Alla fine del blocco dei riscatti però, il cliente che ha sospeso dovrà versare le somme arretrate (senza nessuna penalità, anzi con possibili dilazioni) e poi o proseguire nella polizza con la nuova compagnia o chiedere il riscatto.
Solo se ci sono polizze con rischio, caso morte o infortunio, sottolinea l’avvocato Pinto, «poiché Eurovita continua regolarmente a coprire il rischio, queste devono, invece, essere regolarmente pagate; per queste polizze ovviamente non vi è sospensione». (riproduzione riservata)