I Pnrr nazionali fanno bene ai singoli Paesi membri dell’Ue ma anche all’Unione. Non solo nel 2022 il pil europeo è «stato superiore dello 0,4% rispetto a quello che si sarebbe avuto in assenza del programma di spesa», ha spiegato il commissario per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, ma soprattutto l’esecutivo comunitario stima che il NextGenerationEU incrementerà il pil reale dell’Unione dell’1,4% nel 2026. Il programma, nato sulla scia della pandemia del 2020, ammonta a circa 750 miliardi di euro.
Il NextgenEu prevede prestiti e sovvenzioni, distribuiti ai Ventisette a seconda del loro peso economico e dell’impatto che la pandemia ha avuto sul tessuto economico. In questo quadro l’Italia è il Paese che più ha beneficiato del programma, ma è anche quello che ha raggiunto il maggior numero di obiettivi: 178 su un totale di 527. Poco dopo si posizionano la Spagna, con 121 obiettivi centrati su 416 e la Croazia a quota 104 su 372.
Per la Commissione il ritmo di attuazione delle misure dei Pnrr nazionali è soddisfacente: finora l’Ue ha sborsato 225 miliardi di euro alla luce di 1.153 obiettivi (su un totale di 6.266) raggiunti, a cui si sommano altri 1.238 obiettivi completati dai Paesi membri, ma che devono ancora essere valutati dall’esecutivo comunitario. «Ci aspettiamo che oltre la metà (il 54%) di tutti gli obiettivi saranno completati entro la fine del 2024», ha aggiunto il commissario Gentiloni.
Dunque non sorprende che un processo normativo per posticipare la data entro cui portare a termine gli accordi presi dai Ventisette sia «poco probabile», soprattutto perché «complesso» dato che richiederebbe «procedure di ratifica parlamentare in molti paesi», ha sottolineato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. (riproduzione riservata)