Sostenere il governo, il settore pubblico e quello privato ad affrontare le sfide della transizione ecologica, della sicurezza energetica e della digitalizzazione. Con questi obiettivi prioritari da perseguire la Banca europea per gli investimenti (Bei) ha stanziato quasi 11 miliardi di euro in Italia, pari allo 0,5% del pil nazionale, contribuendo ad attivare investimenti nell'economia reale per circa 37 miliardi di euro, equivalenti all'1,7% del pil.
«L’impegno del gruppo Bei non si limita al sostegno finanziario, ma si traduce in un contributo concreto alla sostenibilità ambientale, all’autonomia energetica, alla competitività e alla trasformazione digitale, in linea con le priorità dell’Italia e dell’Unione Europea» ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, vicepresidente Bei, nel suo intervento alla presentazione dell’attività svolta in Italia dall’Istituto.
Entrando nello specifico degli investimenti, 5,73 miliardi di euro sono stati destinati a progetti legati alla sostenibilità ambientale, di cui 3,75 miliardi di euro in particolare agli obiettivi REPowerEU. Ancora una volta più della metà degli investimenti Bei sono green.
Da notare che 1,4 miliardi di euro sono stati destinati a progetti per la produzione di energia rinnovabile, che permetteranno di generare 3.751 GWh di energia pulita, sufficienti a coprire il fabbisogno annuo di 1,2 milioni di famiglie italiane. In parallelo, sono stati investiti 1,6 miliardi di euro per ammodernare e aumentare la resilienza di oltre 17mila chilometri della rete di trasmissione e distribuzione elettrica.
E ancora la Bei ha investito 1,96 miliardi di euro per promuovere infrastrutture sostenibili e rigenerazione urbana, con interventi per edifici a emissioni quasi zero, città intelligenti e sistemi di trasporto ecologici.
Quanto al processo di digitalizzazione, la Banca ha stanziato 2,12 miliardi di euro nella digitalizzazione e innovazione delle imprese, sostenendo grandi aziende private come Marcegaglia e Nexi, e pubbliche come Poste Italiane, oltre che il Polo Strategico Nazionale.
Dalle Bei sono poi arrivati 1,73 miliardi di euro per finanziare le esigenze di liquidità e capitale circolante di piccole e medie imprese italiane. A favore, precisato Vigliotti, di oltre 56 mila imprese che complessivamente impiegano più di 635mila persone.
L’Italia «si conferma uno dei principali mercati per la Bei» ha sottolineato Vigliotti. Nel complesso il gruppo ha sottoscritto finanziamenti complessivi per 89 miliardi di euro, riuscendo ad attivare investimenti per circa 350 miliardi di euro nell’economia reale. Da notare, secondo la vicepresidente, le risorse direzionate nell’ultimo anno verso il Medio Oriente e l’Africa, pari complessivamente a 3,6 miliardi, con obiettivi in linea con il Piano Mattei tricolore.
Il trend degli investimenti della Bei è persino in crescita: nel 2025 si prevede che gli investimenti raggiungano quota 95 miliardi.
Con ben chiare le priorità strategiche del Gruppo che, ha evidenziato Vigliotti, sono: azioni per il clima e la sostenibilità ambientale; sviluppo dei comparti sicurezza e difesa «senza noi poter finanziare direttamente armi e munizioni, concentrandoci sul lato industriale contribuendo allo sviluppo di tecnologie che risultino utili per la società civile» nonché agricoltura e bioeconomia; attenzione alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica; sviluppo di infrastrutture sociali e selezione di investimenti globali ad alto impatto. Da un punto di vista normativo serve la modernizzazione delle politiche di coesione e il completamento dell’unione dei mercati di capitali. Il tutto nella consapevolezza che «servono sempre più iniziative paneuropee perché in questo mondo per essere competitivi bisogna dimostrarsi ben strutturati». (riproduzione riservata)