L’incremento del 60,35% dei controvalori scambiati nel comparto ETFplus nei primi sei mesi del 2026 rispetto all’ultimo semestre 2025, associato al +72,92% in termini di numero di operazioni rilevati nell’ambito dell’ampio perimetro Amf, non è certamente cosa da poco conto e testimonia che l’allargamento dell’interesse degli investitori è ancora in accelerazione. Secondo Borsa Italiana, il patrimonio investito in Etf-Etc ha raggiunto a fine giugno il valore di 221,6 miliardi di euro, rispetto ai 187,3 miliardi di fine 2025, registrando un incremento del 18,3% nei primi sei mesi del 2026. Nel solo mese di giugno sono stati quotati 32 nuovi prodotti, grazie anche all’ingresso di nuovi emittenti di Etf nel mercato italiano e all’avanzata degli Etf a gestione attiva, una tipologia di prodotti apprezzata dagli investitori che sta affiancando in modo sempre più consistente le classiche strategie indicizzate, ovvero gli Etf a gestione passiva o «replicanti».
Nel semestre appena concluso il mercato EtfPlus è cresciuto di circa 200 unità rispetto a fine 2025, confermando il grande appetito da parte degli investitori. Oltre agli Etf attivi, anche i prodotti tematici stanno godendo di un rinnovato interesse, in particolare su temi collegati alla tecnologia, alla difesa militare e alle infrastrutture.
La domanda in forte crescita di Etf è ben visibile anche a livello europeo e globale: secondo il provider di informazioni Etfgi, l’industria degli Etf in Europa ha registrato afflussi netti record, di oltre 265 miliardi di dollari da inizio anno a fine giugno, segnando 45 mesi consecutivi di raccolta positiva. Alla fine del primo semestre 2026, il patrimonio investito negli Etf europei ha raggiunto l’imponente cifra di 3.740 miliardi di dollari e nel solo mese di giugno gli Etf quotati in Europa hanno raccolto circa 45 miliardi di dollari di nuovi capitali netti.
Certificates e CW. Il primo semestre dell’anno ha visto una crescita netta del controvalore scambiato tra SeDeX e Cert-X (il segmento Certificates di EuroTLX), con un riscontro totale di poco inferiore ai 20,5 miliardi, contro 17,4 registrati nello stesso periodo dello scorso anno (+17,8%). Questo saldo positivo è maturato anche con una progressiva ridefinizione dei rapporti di forza tra le tipologie di certificati: per esempio, nei primi sei mesi 2026 è emerso un calo tendenziale dei volumi sui prodotti a capitale protetto, cioè quelli che prevedono una protezione del’'investimento svincolata dallo scenario di mercato, che a febbraio sono arrivati a scambiare 1,285 miliardi di euro, scivolando però poi sotto quota 800 ad aprile e maggio, e risalendo verso 900 il mese scorso. Per contro, la categoria dei certificati a capitale condizionatamente protetto, che vincolano cioè la protezione del capitale a un limite di perdita prefissato, sono passati da 873 milioni di marzo a 1.288 di giugno.
La propensione al rischio ha registrato un progressivo aumento tra l’inizio di quest'anno e la fine del primo semestre. Gli investitori si sono dimostrati disposti a rinunciare a una quota di protezione in funzione della ricerca di un maggior rendimento.
Questa lettura è confermata anche dall’aumento dei volumi sui certificati senza protezione, passati dai 65,7 milioni di gennaio ai 106 di maggio e 103 di giugno. Tra i prodotti speculativi, stabili i certificati a leva fissa, mentre quelli a leva dinamica, pur tra alti e bassi, scambiano decisamente più ora che a inizio anno. In progresso poi i covered warrant, passati da un controvalore mensile inferiore ai 96 milioni di gennaio ai quasi 130 del mese scorso. Insomma, quasi tutte le strutture a maggior rischio hanno avuto un andamento del controvalore crescente negli ultimi sei mesi, a discapito invece di quelle con protezione, che al momento stanno vedendo diminuire il loro appeal. (riproduzione riservata)