Scontro tra gli avvocati di Margherita Agnelli e John Elkann sull’acquisizione nel processo civile sull’eredità di Marella Caracciolo delle risultanze dell’inchiesta civile che dimostrerebbero l’effettiva residenza della vedova dell’Avvocato a Torino e non invece a Ginevra, come invece sostenuto dai tre fratelli Elkann.
Oggi lunedì 9 dicembre al tribunale civile di Torino riprendeva la causa di Margherita Agnelli contro i suoi tre figli John, Lapo e Ginevra Elkann relativa alla successione della madre Marella Caracciolo. Un anno fa la Cassazione aveva annullato la sospensione della causa in attesa della sentenza del procedimento civile di Ginevra, sempre sull’eredità dell’Avvocato Gianni Agnelli, sul presupposto che il tribunale civile di Torino debba motivare nel concreto i motivi per cui il tribunale di Ginevra avrebbe la precedenza.
Cuore di questa analisi è l’attribuzione dell’effettiva residenza di Marella Caracciolo, in Italia o in Svizzera. Se fosse accertato che la vedova dell’Avvocato effettivamente a ??????bbia avuto residenza in Italia, dove è morta nel febbraio del 2019, allora il procedimento civile in Italia potrebbe andare avanti senza ostacolo. E sarebbe un enorme punto a favore delle istanze di Margherita Agnelli de Pahlen, perché secondo il diritto italiano gli eredi non possono esclusi dalla quota legittima di eredità, anche se è stato firmato in Svizzera un patto successorio di rinuncia. Per questo motivo la questione è estremamente dibattuta. E a suo favore Margherita ha chiesto al tribunale civile di poter ammettere le carte dell’inchiesta penale di Torino per frode fiscale e truffa aggravata ai danni dello stato per le tasse non pagate da Marella, e poi dai suoi tre figli relativamente alla successione, sul patrimonio estero nascosto di Marella, come emerso dalle indagini della procura.
Alla fine dell’udienza, l’avvocato di Margherita Dario Trevisan ha dichiarato: «Nelle scorse settimane abbiamo chiesto l’acquisizione nel giudizio civile dei riscontri provenienti dall’indagine penale in corso a Torino nei confronti di John, Lapo, Ginevra Elkann e altri. Siamo convinti che le prove raccolte - che ricordiamo - sono state già vagliate in diverse occasioni da giudici terzi (Gip, Tribunale del Riesame e Suprema Corte di Cassazione) certifichino in modo inequivocabile la fondatezza delle nostre ragioni, anche rispetto alla causa civile, con tutte le rilevantissime conseguenze che ciò comporta».
È stato comprovato, «tra le varie circostanze, come Marella Caracciolo avesse residenza abituale in Italia e di come la stessa fosse intestataria di rilevanti patrimoni finanziari, detenuti all’estero, tramite trust, fondazioni e offshore (di cui gli Elkann e il notaio non hanno dato conto in sede civile violando l’ordine di esibizione del giudice). Prova ne è che gli stessi Elkann e il notaio, con gli altri indagati non hanno neppure ravvisato elementi per impugnare - dandovi acquiescenza- il decreto di sequestro preventivo per 74 milioni emesso nei loro confronti dal Giudice per le Indagini Preliminari sulla base di fatti rilevanti anche per la causa civile». Ha concluso Trevisan: «Confidenti nell’accoglimento della nostra istanza di acquisizione documentale, attendiamo fiduciosi gli sviluppi di questo processo, ancor più certi delle nostre ragioni, in una vertenza che oggi è più mai aperta».
Immediata la controreplica dei legali dei fratelli Elkann: «In risposta alle dichiarazioni dei legali di controparte gli avvocati che assistono i fratelli Elkann ribadiscono la piena validità degli accordi - che sono agli atti della causa civile - stipulati tra Donna Marella e la figlia Margherita nel 2004. Grazie ad essi Margherita ha ricevuto un ingente patrimonio, rinunciando a ogni pretesa sia riguardo la successione del padre, sia a quella della madre. Contrariamente a quanto affermato dalla controparte ad oggi nessun giudice penale si è espresso nel merito, ivi compreso sul tema della residenza di Donna Marella. Ancora una volta assistiamo, quindi, al tentativo di strumentalizzazione a proprio vantaggio di elementi acquisiti in fase delle indagini preliminari».
Il procedimento continuerà. Il momento clou di questa fase sarà l’interrogatorio di John Elkann, che dovrebbe avvenire a inizio 2025. Potrebbe essere l’occasione di un secondo faccia a faccia tra madre e figli dopo quello che c’è stato venerdì 29 novembre a Ginevra, rivelato da MF-Milano Finanza. (riproduzione riservata)