Ci sono nuovi indagati nell’inchiesta della procura di Torino sull’eredità Agnelli. Accanto a John Elkann, al commercialista Gianluca Ferrero e al notaio svizzero Urs von Grunigen, esecutore testamentare di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Marchetti hanno iscritto nel registro degli indagati Ginevra e Lapo Elkann, fratelli del presidente di Stellantis e ceo di Exor.
Tra i reati ipotizzati ci sarebbe anche la truffa ai danni dello Stato per le tasse di successione. John Elkann, Ferrero e von Gruniger sono già sotto indagine per concorso in dichiarazione infedele di donna Marella, che non avrebbe indicato nella dichiarazione dei redditi 2018 e 2019 i vitalizi milionari che le versava la figlia Margherita – madre dei tre Elkann – in virtù dell’accordo successorio e patto transattivo siglato nel 2004 in Svizzera, con il quale Margherita aveva rinunciato alla futura successione della madre e aveva chiuso le questioni relative alla successione del padre Gianni Agnelli (scomparso nel 2003) ricevendo in cambio 1,3 miliardi di euro.
Quegli accordi sono stati ora rimessi in discussione da Margherita, che li ritiene non validi e comunque non applicabili alla successione della madre, che non sarebbe stata residente in Svizzera ma effettivamente in Italia. Da qui l’indagine della procura, avviata da un esposto di Margherita Agnelli de Pahlen, che si affianca alla causa civile avviata nel 2020 e in corso a Torino sempre contro i suoi primi tre figli.
A pubblicare la notizia nella serata di giovedì 7 è stato il Corriere della Sera online, secondo il quale i pm, che coordinano le indagini del nucleo di polizia economico finanziario della Guardia di Finanza di Torino, avrebbero allargato l’inchiesta agli anni 2016 e 2017, con importi aumentati. Tra le ipotesi di reato anche quella di truffa ai danni dello Stato, perché con la successione in Svizzera sui beni di Marella Caracciolo non sarebbero state pagate tasse di successione in Italia.
A quanto si apprende non ci sarebbero state perquisizioni a carico di Lapo e Ginevra o degli altri indagati. Sarebbero stati ri-sequestrati documenti che erano già stati acquisiti e che avrebbero dovuto essere restituiti alla famiglia dopo la decisione del tribunale del Riesame di sabato 2 che aveva parzialmente annullato i sequestri precedentemente disposti a carico di John Elkann e di Ferrero (non di von Grunigen perché in Svizzera). (riproduzione riservata)