John Elkann starebbe definendo un maxi pagamento da almeno 175 milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito delle contestazioni sull’eredita Agnelli tra imposte e tasse evase e le relative sanzioni. La definizione dei pagamenti con il Fisco italiano dovrebbe servire a sanare la presunta evasione su cui indaga da febbraio 2024 la Procura di Torino per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale, insieme con i fratelli Lapo e Ginevra. Nell’indagine sono coinvolti anche il commercialista torinese Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs von Grünigen.
La notizia del versamento al Fisco da parte del presidente di Stellantis e ceo di Exor – la holding quotata controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann – è stata anticipata domenica 13 da Il Fatto Quotidiano. Anche MF-Milano Finanza ha avuto conferme.
Un portavoce dei fratelli Elkann ha dichiarato: “In riferimento ad articoli di stampa aventi a oggetto i procedimenti riguardanti i fratelli Elkann, si conferma che John, Lapo e Ginevra Elkann - con l’obiettivo di chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare - hanno raggiunto una definizione complessiva con l’Agenzia delle Entrate delle potenziali controversie attinenti agli oneri tributari su di essi potenzialmente gravanti quali eredi di Donna Marella Agnelli. Tale definizione è stata conclusa senza alcuna ammissione neppure tacita o parziale della fondatezza delle contestazioni inizialmente ipotizzate. Inoltre sono in atto interlocuzioni con la Procura della Repubblica di Torino, il cui esito non è al momento definito. Nel rispetto di tutti gli organi coinvolti, non abbiamo commenti da rilasciare sul procedimento, che è tuttora in corso”.
I pm di Torino Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti, indagano sul patrimonio estero di Gianni Agnelli, passato poi alla moglie Marella Caracciolo, in seguito a un esposto presentato dalla figlia Margherita Agnelli, madre di John, che aassistita dall’avvocato Dario Trevisan contesta (anche in sede civile, a Torino e anche in Svizzera) la successione svizzera della madre, perché sarebbe stata effettivamente residente in Italia.
I magistrati contestano ai tre Elkann il mancato pagamento delle imposte della nonna sul vitalizio versato ogni anno da Margherita alla madre e poi una presunta evasione delle imposte di successione in Italia. In quest’ambito hanno anche ottenuto dal gip un decreto di sequestro preventivo per 74,8 milioni di euro.
Oltre 110 milioni, per le evasioni fiscali, sarebbero già stati versati da Elkann grazie alle garanzie di istituti bancari nazionali ed esteri, mentre nelle prossime settimane dovrebbe venire versata la tassa di successione, secondo il Fatto.a febbraio John Elkann aveva già versato 10 milioni al Fisco.
Il pagamento prelude a un accordo con la magistratura, con il parere non vincolante dei pm: non un patteggiamento – che potrebbe avere impatti sulle cariche societarie di Elkann - ma una messa in prova, con l'affidamento di Elkann a lavori di pubblica utilità legati all'assistenza di soggetti deboli (alcolisti, tossicodipendenti) o in strutture socio-sanitarie (anziani e disabili) oppure di protezione civile e, infine, in realtà di valorizzazione culturale e di tutela dell'ambiente, che dovrebbe durare un anno. Al termine, se tutto sarà andato bene per Elkann, il reato si estinguerà.
Resta da capire, invece, la posizione del commercialista degli Elkann, Gianluca Ferrero (è anche presidente della Juventus), indagato asuavolta per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale e anche di concorso nella "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici": due reati contestati escluderebbero la possibilità di richiedere la messa in prova. Allo stesso modo bisognerà capire la linea di difesa del notaio svizzero. (Riproduzione riservata)