Il drone di Porta a Porta che ha sorvolato la villa di John Elkann per effettuare alcune riprese scatena il contrattacco del presidente di Stellantis e numero uno di Exor contro quello che i suoi legali definiscono un «clima di aggressione mediatica», relativamente all’inchiesta relativa all’eredità Agnelli su cui indaga la procura di Torino, dietro esposto della madre di John Elkann, Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato.
In una nota diffusa sabato 16, i legali di John Elkann annunciano querela nei confronti della troupe RAI «per interferenze illecite alla sua vita privata mediante l’utilizzo di droni» e annunciano di aver ricevuto «il mandato dai fratelli Elkann ad agire contro articoli e servizi inveritieri e lesivi della loro reputazione».
Il riferimento, spiega una nota degli avvocati Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re, è a una troupe televisiva che nei giorni scorsi «ha occupato uno spazio privato afferente l'abitazione privata torinese di John Elkann per effettuare riprese video mediante un drone. Come successivamente emerso, le riprese sono state effettuate per la trasmissione Porta a Porta».
La nota continua: «A fronte di questa ingiustificabile intrusione nella vita privata del nostro assistito, per di più realizzata dalla TV di Stato, e a tutela della privacy sua e della sua famiglia che include anche tre minori, annunciamo oggi una querela contro tutti i soggetti responsabili diffidando la redazione di Porta a Porta dal reiterare simili comportamenti, nonché dall'utilizzare in qualunque modo ogni immagine così ottenuta».
Ma c’è di più. Sulla questione della ventennale guerra famigliare tra Margherita Agnelli contro sua madre Marella Caracciolo prima, e contro i figli John, Lapo e Ginevra poi, con la causa a Torino per l’annullamento del testamento di Marella e l’inchiesta per frode fiscale nata da un esposto della stessa Margherita, i legali sottolineano che «a fronte del protrarsi dell'attuale clima di aggressione mediatica che esorbita dai confini del diritto di cronaca e di critica, John, Lapo e Ginevra Elkann ci hanno conferito il mandato di tutelare la loro reputazione attraverso opportune iniziative giudiziarie, diffidando chiunque dalla diffusione di articoli e servizi di stampa inveritieri e diffamatori».
Immediata la replica della trasmissione Rai: «In merito all'annunciata querela di John Elkann a Porta a porta, per presunta violazione della sua privacy con l'uso di droni», una nota del programma ha precisato che «il filmmaker della trasmissione, dotato di regolare licenza di volo, ha smesso di effettuare riprese dopo l'invito della sicurezza di casa Elkann. Quelle immagini non sono andate e non andranno in onda».
«Peraltro - prosegue il comunicato - il Garante della Privacy chiarisce, in una nota del settembre 2021, che l'uso di immagini riprese da droni a fini giornalistici, anche senza il consenso degli interessati, è legittimo, fatte salve ovvie cautele come la non ripresa di persone, di targhe e di altri elementi identificativi. In ogni caso, registrato il dissenso della sicurezza Elkann, abbiamo evitato di trasmettere le immagini» conclude la nota.
Pochi minuti dopo, la controreplica dei legali di John Elkann alla nota della trasmissione Porta a Porta: «Il Garante della Privacy afferma un principio ovvio: non è vietato l’uso di droni per “finalità giornalistiche”, che ricorrono quando il giornalista intenda pubblicare fatti di interesse pubblico (ad esempio una manifestazione o un fatto di cronaca). Le riprese di luoghi di privata dimora, ove peraltro abitano minorenni, è invece altrettanto ovviamente vietata in assoluto, in considerazione dell’inviolabilità del domicilio prevista dalla Costituzione e tutelata con la sanzione penale». (riproduzione riservata)