John Elkann rompe per la seconda volta in una settimana il silenzio sulla ventennale disputa sull'eredità di Gianni Agnelli, suo nonno, per smentire l'esistenza di propri fondi nascosti all’estero: sono tutti noti e dichiarati al Fisco, non c’è alcun tesoro nascosto.
Nei giorni scorsi è emersa dalle carte dell’inchiesta di Torino la titolarità in capo a John Elkann – presidente di Stellantis e ceo di Exor, nonché dominus della dinastia Agnelli in qualità di titolare del 60% della Dicembre – di alcune società in Lietchenstein, delle quali è stata comunicata al Fisco italiano la proprietà nelle dichiarazioni integrative dei redditi presentate il 31 ottobre 2023 in relazione agli anni di imposta 2019-2020-2021, ovvero quelli a partire dalla scomparsa della nonna Marella Caracciolo, di cui John è erede insieme con i fratelli Lapo e Ginevra.
Oltre alla disponibilità di beni collocati all’estero (quadro RW) «ragionevolmente derivanti dall’eredità di Marella Caracciolo» e già dichiarati nelle dichiarazioni fiscali presentate nei termini ordinari, scrivono i pm di Torino nel decreto di perquisizione, emerge «la presenza di redditi tramite “controlled foreign companies”», tra le quali Blue Dragons Ag e Dancing Tree Ag, entrambe società (la prima creata nel 2017, la seconda nel 2020) con sede presso la fiduciaria Tremaco a Eschen, in Liechtenstein.
È questo il riferimento dei legali di Elkann Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Renella nota, nella quale rinnovano la «fiducia nel lavoro dei magistrati»: «Non è nostra intenzione farci trascinare in una rissa mediatica poiché ci sentiamo più a nostro agio a rispondere nelle sedi giudiziarie come abbiamo sempre fatto negli ultimi venti anni», esordiscono gli avvocati di Elkann, «ma è di immediata evidenza l’incompatibilità logica e giuridica tra la disponibilità di fondi, peraltro nota da anni, e la circostanza riportata da taluni organi di informazione per i quali sarebbero stati “nascosti”. È un’evidente contraddizione, perché gli stessi fondi sono stati regolarmente dichiarati al fisco dal nostro assistito, che ha pagato le imposte dovute e continuerà a farlo».
La nota ribadisce quindi il punto chiave della ventennale contesa sull’eredità: «L’attuale assetto proprietario della Società Dicembre, che è stato definito oltre 20 anni fa e che riflette la precisa volontà dell’Avvocato Agnelli nell’assicurare continuità alle attività della famiglia, volontà arcinota e accettata da tutti gli interessati quando ancora egli era in vita, non può in alcun modo essere messo in discussione».
La nota è stata diffusa attorno alle 19:30 di sabato 17 dai legali di Elkann, che già nei giorni scorsi avevano emesso una lunga dichiarazione per rivendicare la posizione del loro assistito nell’inchiesta di Torino, che lo vede indagato per concorso in reati fiscali della nonna Marella Caracciolo dopo un esposto del dicembre 2022 della madre Margherita Agnelli (difesa dall’avvocato Dario Trevisan) che vuole ottenere il riconoscimento che Marella era effettivamente residente in Italia per poter invalidare le successioni regolate in Svizzera e rientrare nell’eredità, oggi invece tutta in mano a John, Lapo e Ginevra Elkann, i suoi primi tre figli, mentre sono rimasti fuori lei stessa (in base a un accordo del 2004 per il quale ottenne 1,3 miliardi di euro) e i cinque figli avuti con il secondo marito, Serge de Pahlen.
Sono in corso una causa civile a Torino e almeno tre cause in Svizzera sull’intricata eredità di Marella e, a cascata, di Gianni Agnelli. L’inchiesta penale appena partita potrebbe rappresentare un punto di svolta. (riproduzione riservata)