Sarà una giornata cruciale, quella di venerdì 29, per la famiglia Agnelli. John Elkann e i fratelli Lapo e Ginevra si fronteggeranno a Ginevra per la prima volta davanti i giudici svizzeri contro la madre Margherita Agnelli de Pahlen nella causa sulla validità del patto successorio e dell’accordo transattivo stipulati nel 2004 tra sua madre e sua nonna, Marella Caracciolo. In base a quegli accordi di diritto svizzero Margherita rinunciò all’eredità del padre e a quella futura della madre in cambio di 1,3 miliardi di euro tra cash, immobili e opere d’arte. Accordi poi contestati più volte e su più fronti, in Italia e in Svizzera.
La testimonianza che rilascerà il presidente di Stellantis e ceo di Exor, nonché detentore dell’impero Agnelli attraverso il controllo della scatola di famiglia Dicembre, così come quella di fratelli e della madre segna un punto di svolta nella causa che va avanti nel silenzio più totale da quasi dieci anni tra scambi cartolari e schermaglie procedurali. Quello che si consumerà venerdì 29 nell’aula del tribunale di Ginevra sarà un drammatico confronto tra madre e figlii davanti a una corte, dopo anni di guerre legali.
L’udienza è fissata per le 8:50 del mattino ed Elkann - salvo sorprese dell’ultima ora - dovrebbe arrivare nel capoluogo svizzero con il suo aereo privato. Le parole dell’erede designato insieme con i fratelli Lapo e Ginevra dalla nonna Marella Caracciolo - proprio in forza del patto successorio che escludeva la figlia dalla quota di legittima - saranno estremamente importanti per far pendere da una parte o dall’altra la decisione dei giudici.

Il riserbo sui contenuti della testimonianza è totale ma John potrebbe entrare nel merito sia degli accordi del 2004 sia di quanto accaduto negli anni sino alla morte della nonna Marella, avvenuta nel febbraio 2019. Dal canto loro invece i legali di Margherita de Pahlen cercheranno di far entrare nel processo civile svizzero le risultanze delle indagini penali di Torino che hanno ricostruito l’effettiva residenza di Marella Caracciolo collocandola in Italia e non invece in Svizzera almeno dal 2010.
I pm indagano per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato i fratelli Elkann, il commercialista Gianluca Ferrero, il notaio svizzero Urs von Grünigen, e adesso anche il notaio torinese Remo Morone per falso ideologico in atto pubblico, per le tasse non pagate sul patrimonio estero di Marella, comprese quelle di successione.
Quello della residenza effettiva di Marella è un punto chiave in vista anche di un’altra questione legale delicata in questa intricatissima vicenda che vale il controllo dell’impero Exor (ovvero Stellantis, Ferrari, Philips, Gedi, Juventus tra le molte partecipazioni): l’applicazione della legge svizzera o italiana alla successione di Marella; è un tema cruciale al centro anche della causa civile aperta in Italia, a Torino, da Margherita contro i suoi tre primi figli, affiancata in questo da quattro dei suoi figli avuti con il secondo marito Serge de Pahlen.

L’udienza di venerdi 29 è parte di un procedimento civile avviato nel 2015 da donna Marella per vedere confermata dalla giurisdizione svizzera la piena validità dell'accordo transattivo del 2004. Una richiesta alla quale Margherita si è opposta, chiedendo a sua volta che il patto successorio e l’accordo transattivo vengano invalidati e resi nulli, anche per ragioni formali.
Con la morte di Marella la causa è proseguita in capo agli eredi John, Lapo e Ginevra. In Svizzera c’è un secondo filone civile, pendente a Thun, nel quale i tre Elkann vogliono che venga riconosciuta la loro qualità di eredi sulla base dei testamenti lasciati dalla nonna Marella che però vengono contestati nella loro validità e nella loro forma da Margherita, sia in Svizzera sia in Italia.
La causa di Ginevra è importante anche perché da esse può dipendere l’esito della causa civile pendente a Torino dal 2022 con la quale Margherita vuole ottenere l’invalidità della successione svizzera della madre e anche l’annullamento dell’invalidità dei contratti del 2004 sull’eredità del padre.
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Il tribunale piemontese a fine 2023 aveva stabilito che il procedimento dovesse fermarsi in attesa della sentenza di Ginevra. Ma la Cassazione ha annullato tutto stabilendo che il tribunale spieghi nel concreto le motivazioni per le quali il procedimento va sospeso. In sostanza ha ordinato di entrare nel merito della questione più delicata: dove era residente Marella? Se lo era in Italia il procedimento torinese potrebbe proseguire.
Per questo motivo le risultanze delle indagini penali - sollecitate da un esposto di Margherita - sono considerate molto importanti e per questo la sua difesa, sostenuta dall’avvocato Dario Trevisan, punterà a farle entrare nei faldoni di Torino ma anche di Ginevra. (riproduzione riservata)