Ci sarebbe una strada maestra per la futura exit del fondo svizzero Partners Group da Eolo. Ed è quella della creazione della grande società della rete fra Fibercop e Open Fiber, sfruttando il fatto che il fixed wireless access (la fornitura di banda ultralarga wirelless; Fwa) è un completamento fondamentale della cablatura in fibra per dotare i clienti di copertura ultrabroadband.
Lo spiegano a MF-Milano Finanza alcune fonti finanziarie che seguono da vicino il riassetto azionario del gruppo presieduto da Luca Spada e controllato da luglio 2021 dal gruppo di private equity che in Italia ha anche il 49% di Telepass. E prima di mettere a segno l’exit dalla società del telepedaggio, Partners Group dovrebbe valorizzare il proprio 75% del principale fornitore italiano di Fwa per il mercato residenziale e delle imprese.
Eolo usa una tecnologia a banda ultralarga «fissa» ma in cui l’ultimo miglio è coperto con le frequenze mobili «millimetriche», tecnologia che consente alla società di superare le sfide della connettività nelle zone rurali delle aree bianche e grigie, quelle cioè dove i costi per il rollout della fibra hanno dissuaso gli operatori tradizionali dalla copertura della zona. In alcune aree Eolo già collabora con Open Fiber.
Il conferimento dell’asset Eolo nella futura della società infrastrutturale della rete nazionale - che dovrebbe nascere dall’unione fra Fibercop e Open Fiber - rappresenterebbe l’ideale scenario, un’occasione industriale per Partners Group per disegnare l’exit.
Secondo indiscrezioni, gli svizzeri - che nel 2021 avevano rilevato il 49% di Eolo da Searchlight Capital e il 26% dai soci fondatori fra cui Luca Spada – avrebbero contattato alcune banche d’affari per studiare le varie opzioni per valorizzare l’investimento e all’interno di questo scenario avrebbero sondato anche gli americani di Kkr che controllano la società della rete ex Tim.
Le fonti riferiscono che l’exit, programmata inizialmente nel 2025, non sarebbe però dietro l’angolo. Gli extra-costi (raddoppiati) dei mesi scorsi conseguenti ai rincari delle materie prime dopo lo scoppio della guerra avrebbero impattato sui capex e sull’assorbimento di capitale per mettere a segno gli investimenti, con il risultato di spingere più in là i tempi per il raggiungimento dei target finanziari.
Nel 2023 (anno fiscale che si è concluso a marzo), Eolo ha realizzato 235,1 milioni di euro di ricavi, in crescita del 7%, con un ebitda adjusted di 131,4 milioni. Nel 2021, il gruppo presieduto da Spada era stato valutato circa 1,2-1,3 miliardi di euro. (riproduzione riservata)