Enilive fa il pieno di biocarburante all’intera flotta di 100 mezzi della flotta di Itabus. Si tratta deì diesel Hvolution prodotti nelle bioraffinerie di Venezia e Gela prevalentemente da scarti come gli oli esausti da cucina e grassi animali, e da residui provenienti dall’industria agrolimentare. La riduzione media delle emissioni di Co2 di questo biocarburante per uso trazione lungo l’intera filiera è stata del 79,5% rispetto al mix fossile di riferimento.
La collaborazione tra Itabus ed Enilive è iniziata nel 2021, fin dal debutto della società di trasporto passeggeri. Nel 2025, i mezzi Itabus hanno percorso circa 20 milioni di chilometri utilizzando 5,7 milioni di litri di carburante Enilive, di cui tre milioni di Hvolution, con una media di impiego del 53%, che a dicembre ha avuto una crescita al 75%.
«Oggi tutta la nostra flotta viaggia con il biocarburante diesel Hvolution, riducendo le emissioni, portando questa rivoluzione anche all’estero grazie ai nostri servizi internazionali. Siamo certi che anche per il futuro la partnership con Enilive proseguirà proficuamente», è il commento di Francesco Fiore, amministratore delegato di Itabus.
Il biocarburante, infatti, è stato utilizzato anche per le tratte con destinazioni europee, in particolare verso le nuove: Zurigo, Parigi, Lione, Lugano, Barcellona, Montepellier, Perpignan, Grenoble, Chambéry e Lubiana. «L’esperienza di Itabus, tra i principali operatori per la mobilità su strada delle persone nel nostro Paese, dimostra che il biocarburante diesel Hvolution rappresenta una soluzione efficace anche per i mezzi adibiti al trasporto collettivo, che devono coprire lunghe distanze e rispettare tempi di percorrenza concorrenziali», ha commentato Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive. (riproduzione riservata)