Il 26 ottobre il gruppo energetico, guidato da Claudio Descalzi, ha il cda su conti del terzo trimestre, con i dati che verranno pubblicati il 27). Gli analisti di Equita Sim confermano oggi il rating buy e il target price di 19,5 euro sul titolo. Si aspettano un miglioramento dei target di Ebit adjusted e del CFFO adjusted (Cash flows from operations) già incluso nel consensus. La Sim milanese si aspetta utili operativi in calo del 16% su base sequenziale quale effetto del recupero dei prezzi del Brent (+11%), dei margini di raffinazione e dei volumi upstream (+1%) «più che controbilanciati dal calo dei prezzi del gas spot (-11%) e dal minor contributo della divisione GGP (gas and liquefied natural gas division, per stagionalità).
A livello di divisioni, gli analisti si aspettano un risultato in miglioramento sequenziale per E&P (Exploration and Production), Sustainable Mobility e Refining mentre la Chimica è vista «in ulteriore indebolimento». Come cash flow, si aspettano un CFFO adjusted attorno a 3,2 miliardi, un capex (investimenti) di 2,2 miliardi ed un indebitamento (leverage) stabile grazie alla «forte generazione di cassa compensata dalla remunerazione degli azionisti nel trimestre via dividendo (0,8 miliardi) piano di buyback (0,6 miliardi)». Le attese per il terzo trimestre
- E&P production: 1.630 milioni di barili di greggio al giorno, +3% anno su anno, +1% trimestre su trimestre (guidance del terzo trimestre: 1.630 milioni);
- EBIT adjusted: 2,836 miliardi (-51% anno su anno, -16% trimestre su trimestre);
- Utile netto adjusted, 1,552 miliardi (-58% anno su anno, -20% trimestre su trimestre);
- CFFO adjusted: 3,204 miliardi (-41% anno su anno, -24% trimestre su trimestre)
Equita conferma la stima di utile per azione 2023 a 2,50 euro circa, in linea con il consensus (Bloomberg 2,51, Factset 2,44), ritiene che Eni possa migliorare i propri target 2023 (Ebit 12 miliardi, CFFO adjusted fra 15,5-16,0 miliardi con il Brent attorno a 80 dollari), dal momento che risultano essere «piuttosto conservativi». Le stime degli analisti sul 2023 puntano a un Ebit di 13,9 miliardi e di un CFFO adjusted di 16,2 miliardi. La Sim milanese resta positiva sul titolo. Sulle stime 2024 (con un Brent 80 dollari), il titolo Eni tratta ad un rapporto EV/EBITDA di 3 volte, P/E di 5,7 volte, con un dividend yield ai prezzi attuali del 6,5%. (riproduzione riservata)