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Claudio Descalzi, Eni
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Eni sale al 15% di Oml 118 in Nigeria: il gruppo di Descalzi compra una quota aggiuntiva da Total Energies

25 novembre 2025, 09:30 Ultimo aggiornamento: 13:17

L’operazione tramite la controllata Nigeria Agip Exploration. La mossa è parte della strategia di espansione nei progetti in acque profonde in Nigeria. Intanto tiene la tregua sull’arbitrato da un miliardo di dollari contro il Paese africano per la licenza Opl245: si cerca l’accordo

Eni sale al 15% in Oml 118, il blocco di concessione mineraria petrolifera offshore nel mare profondo della Nigeria. L’incremento della partecipazione è il risultato dell’acquisizione di una quota aggiuntiva da Total Energies

L’operazione

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha effettuato l’operazione tramite la controllata Nigeria Agip Exploration (Nae) che ha comprato da Total Energies Nigeria una partecipazione del 2,5% nel Production Sharing Contract Oml 118, esercitando un diritto di prelazione.

Oml 118 è una licenza in acque profonde che comprende anche il campo in produzione Bonga. Con il completamento della transazione la quota di Eni (tramite Nae) passa dal 12,5% al 15%.

La strategia di Eni in Nigeria

L’operazione si inserisce nella strategia di Eni in Nigeria e rafforza l’impegno della società nei progetti deepwater. La società italiana opera in Nigeria dal 1962 e nel 2025 registra una produzione media pari a 50 mila barili di petrolio equivalente al giorno (boe).Gli investimenti di Eni in Nigeria riguardano prevalentemente progetti in acque profonde e nel settore del gas naturale liquefatto (gnl)

Nel 2024 il gruppo di Descalzi ha ceduto la controllata Nigerian Agip Oil Company (Naoc) a Oando Plc, una società energetica nigeriana, nell’ambito di una strategia di ottimizzazione del portafoglio e dismissione degli asset non strategici.(riproduzione riservata)

Regge la tregua in Nigeria, si cerca l’accordo

La notizia dell’incremento della quota viene letta anche come il segnale di un clima positivo per il Cane a sei zampe nel Paese, dove è ancora in piedi un arbitrato da circa un miliardo di dollari per la mancata conversione in licenza produttiva del permesso esplorativo Opl245

Il procedimento aperto sei anni fa all'Icsid, l'istituto della Banca Mondiale per le controversie d'affari, è stato sospeso fino al 20 novembre 2025, per dare modo alle parti di raggiungere un accordo stragiudiziale, che ora sembra più vicino. La licenza è scaduta l'11 maggio 2021, mettendo fine ai piani di ricerca e sviluppo di Eni e del partner Shell che insieme hanno investito oltre due miliardi di dollari nel progetto. (riproduzione riservata)



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