Nuova società per Eni. La newco si chiama Eni Industrial Evolution e avrà l’obiettivo di gestire gli asset tradizionali (raffinerie e depositi) in Europa e Medio Oriente e di consolidare il percorso di trasformazione industriale, anche in ottica di economia circolare, attraverso lo sviluppo di nuove filiere industriali. Il primo gennaio 2026 le è stato conferito il ramo di azienda dell’unità di business Refining Evolution & Transformation. A guidarla nel doppio ruolo di presidente e amministratore delegato è Umberto Carrara, già direttore Refining Evolution and Transformation
L’operazione, spiegano dal gruppo guidato dal’ad Claudio Descalzi, «si inserisce nell’ambito della strategia di Eni volta ad assicurare un’offerta energetica completamente decarbonizzata sia nei processi produttivi, sia ai consumatori, cogliendo le opportunità e le prospettive di crescita offerte dalla transizione energetica».
Il perimetro di Eni Industrial Evolution comprende le raffinerie di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) e di Taranto, la partecipazione nella jv della Raffineria di Milazzo e la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero, il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela, gli asset di logistica primaria, ovvero i depositi e oleodotti, e le partecipazioni in Ecofuel e Costiero Gas Livorno Spa.
Le attività di lavorazione di materie prime e semilavorati nelle raffinerie, e quelle di ricezione, movimentazione, stoccaggio e riconsegna di prodotti, saranno garantite da contratti tra Eni e Eni Industrial Evolution, a cui saranno girate licenze e autorizzazioni, incluse quelle doganali. (riproduzione riservata)