Eni ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,2 miliardi, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente. La produzione giornaliera di idrocarburi nello stesso periodo è stata di 1,84 milioni di barili equivalenti, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente che ha compensato il calo del barile, sceso a 58,4 dollari contro i 69 dollari del quarto trimestre 2024 (-15%) e l'apprezzamento del 9% dell’euro verso il dollaro. L’ebit rettificato del periodo è salito a 2,87 miliardi (+ 6%).
In base ai dati preliminari del 2025 diffusi giovedì 26 febbraio a borsa ancora chiusa, il gruppo ha però registrato una flessione considerando i numeri dell’intero anno, con un ebit rettificato di 12,22 miliardi, in calo del 15% rispetto al 2024, riflettendo il prezzo Brent sceso a 69 dollari (-14%). Più contenuto il calo dell’utile netto rettificato che ha sfiorato i 5 miliardi ( -5%). La produzione media annua è stata pari a 1,73 milioni di barili al giorno, con un lieve incremento dell’1%.
Il flusso di cassa operativo del 2025 è stato di 13,33 miliardi. Il debito netto è sceso a 9,39 miliardi. «Il flusso di cassa molto superiore al piano e la gestione attiva del portafoglio hanno contribuito a ridurre il rapporto d’indebitamento al livello storicamente contenuto del 14%», ha sottolineato Eni.
«Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni», è il commento dell’ad, Claudio Descalzi.
«Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e rafforzato la distribuzione per gli azionisti, aumentando del 20% il valore del nostro programma di buy-back. I risultati di Exploration & Production», ha continuato Descalzi, «sono stati eccellenti, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi. La produzione annua ha superato la guidance, registrando una crescita underlying del 4%, sostenuta dall’avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo di produzione di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento».
Il top manager ha ricordato che è in via di finalizzazione la business combination con Petronas focalizzata sul mercato del gas naturale liquefatto in Indonesia e Malesia e che i due satelliti della transizione energetica, Enilive e Plenitude, hanno ottenuto una valorizzazione complessiva da parte degli investitori di private equity di oltre 23 miliardi di euro.
Nel quarto trimestre 2025 Enilive e Plenitude (quest’ultima prossima al closing per l’acquisto di Acea Energia) hanno generato nel quarto trimestre un utile operativo proforma adjusted complessivo di 279 milioni (+110%) e di 1,2 miliardi (+6%) nell’intero anno. Nel dettaglio, Enilive ha riportato nel quarto trimestre un utile operativo proforma adjusted di 180 milioni, più che triplicato rispetto al periodo di confronto, e nell’anno 637 milioni (+18); l’ebitda proforma rettificato è salito a 255 milioni nel trimestre (+88% da 136 milioni) e a 953 milioni nel 2025 (+12% da 852 milioni).
Plenitude ha chiuso il quarto trimestre con un utile operativo proforma adjusted di 99 milioni (+24%) e l’anno con 571 milioni (-5% da 604 milioni), mentre l’ebitda proforma adjusted è stato pari a 230 milioni nel trimestre (+12%) e a 1,065 miliardi nel 2025, in lieve aumento.
Intanto, il cda del 25 febbraio ha deliberato di distribuire agli azionisti la terza delle quattro tranche del dividendo 2025, a valere sulle riserve disponibili. Il pagamento sarà di 0,26 euro (su una cifra complessiva annuale pari a 1,05 euro) con data di stacco della cedola il 23 marzo e messa in pagamento il 25. Per i possessori di Adr quotati alla borsa di New York la terza tranche del dividendo sarà di 0,52 euro, in pagamento l’8 aprile 2026. (riproduzione riservata)