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CLAUDIO DESCALZI CEO ENI
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Eni, l’utile del quarto trimestre 2025 balza a 1,2 miliardi (+35%). Il ceo Descalzi: produzione sopra le stime

di Angela Zoppo
26 febbraio 2026, 07:55 Ultimo aggiornamento: 08:36

La produzione a 1,84 milioni di barili al giorno. Flusso di cassa oltre le stime del piano a 13,3 miliardi ma il calo del Brent frena i conti dell’intero anno. Deliberata la quarta tranche del dividendo: 0,26 euro per azione | Petrolio volatile, le azioni delle major oil europee più e meno esposte. L’analisi di JP Morgan

Eni ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,2 miliardi, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente. La produzione giornaliera di idrocarburi nello stesso periodo è stata di 1,84 milioni di barili equivalenti, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente che ha compensato il calo del barile, sceso a 58,4 dollari contro i 69 dollari del quarto trimestre 2024 (-15%) e l'apprezzamento del 9% dell’euro verso il dollaro. L’ebit rettificato del periodo è salito a 2,87 miliardi (+ 6%).

In base ai dati preliminari del 2025 diffusi giovedì 26 febbraio a borsa ancora chiusa, il gruppo ha però registrato una flessione considerando i numeri dell’intero anno, con un ebit rettificato di 12,22 miliardi, in calo del 15% rispetto al 2024, riflettendo il prezzo Brent sceso a 69 dollari (-14%). Più contenuto il calo dell’utile netto rettificato che ha sfiorato i 5 miliardi ( -5%). La produzione media annua è stata pari a 1,73 milioni di barili al giorno, con un lieve incremento dell’1%.

Il flusso di cassa operativo del 2025 è stato di 13,33 miliardi. Il debito netto è sceso a 9,39 miliardi. «Il flusso di cassa molto superiore al piano e la gestione attiva del portafoglio hanno contribuito a ridurre il rapporto d’indebitamento al livello storicamente contenuto del 14%», ha sottolineato Eni.

L’ad Descalzi: produzione oltre le stime, aumentata la remunerazione dei soci

«Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni», è il commento dell’ad, Claudio Descalzi.

«Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e rafforzato la distribuzione per gli azionisti, aumentando del 20% il valore del nostro programma di buy-backI risultati di Exploration & Production», ha continuato Descalzi, «sono stati eccellenti, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi. La produzione annua ha superato la guidance, registrando una crescita underlying del 4%, sostenuta dall’avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo di produzione di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento».

Il top manager ha ricordato che è in via di finalizzazione la business combination con Petronas focalizzata sul mercato del gas naturale liquefatto in Indonesia e Malesia e che i due satelliti della transizione energetica, Enilive e Plenitude, hanno ottenuto una valorizzazione complessiva da parte degli investitori di private equity di oltre 23 miliardi di euro.

I numeri di Enilive e Plenitude

Nel quarto trimestre 2025 Enilive e Plenitude (quest’ultima prossima al closing per l’acquisto di Acea Energia) hanno generato nel quarto trimestre un utile operativo proforma adjusted complessivo di 279 milioni (+110%) e di 1,2 miliardi (+6%) nell’intero anno. Nel dettaglio, Enilive ha riportato nel quarto trimestre un utile operativo proforma adjusted di 180 milioni, più che triplicato rispetto al periodo di confronto, e nell’anno 637 milioni (+18); l’ebitda proforma rettificato è salito a 255 milioni nel trimestre (+88% da 136 milioni) e a 953 milioni nel 2025 (+12% da 852 milioni).

Plenitude ha chiuso il quarto trimestre con un utile operativo proforma adjusted di 99 milioni (+24%) e l’anno con 571 milioni (-5% da 604 milioni), mentre l’ebitda proforma adjusted è stato pari a 230 milioni nel trimestre (+12%) e a 1,065 miliardi nel 2025, in lieve aumento.

La quarta tranche del dividendo

Intanto, il cda del 25 febbraio ha deliberato di distribuire agli azionisti la terza delle quattro tranche del dividendo 2025, a valere sulle riserve disponibili. Il pagamento sarà di 0,26 euro (su una cifra complessiva annuale pari a 1,05 euro) con data di stacco della cedola il 23 marzo e messa in pagamento il 25. Per i possessori di Adr quotati alla borsa di New York la terza tranche del dividendo sarà di 0,52 euro, in pagamento l’8 aprile 2026. (riproduzione riservata)



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