Il titolo Eni ha reagito positivamente, ma senza fiammate, ai conti del quarto trimestre e a quelli preliminari del 2025, con un leggero guadagno dell’1,3% che lo colloca stabilmente sopra i 19 euro, nella giornata di giovedì 26 febbraio. Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi ha riportato nell’ultimo trimestre del 2025 un utile netto rettificato di 1,2 miliardi, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente. L’ebit rettificato del periodo è salito invece a 2,87 miliardi (+ 6%).
Il giudizio degli analisti prende in considerazione diversi elementi come la solidità dell’upstream, con l'aumento della produzione a 1,8 milioni di barili al giorno, e la generazione di cassa di 13,3 miliardi di euro (più alta delle stime), ma emerge anche la scelta di aspettare le indicazioni strategiche che verranno dal Capital Markets Day del 19 marzo. Ecco le opinioni delle singole banche d’affari.
Barclays conferma la raccomandazione overweight (sovrappesare) con target price a 20 euro, giudicando il quarto trimestre 2025 solido e superiore alle attese, grazie al contributo dell’Exploration & Production e al contesto operativo di inizio 2026. La banca si sofferma anche sulla visibilità del portafoglio upstream e sulla capacità del gruppo di sostenere crescita organica anche in un contesto di mercato meno favorevole. L’impostazione resta costruttiva alla luce della disciplina sugli investimenti e della struttura finanziaria.
Per Ubs Eni merita il rating buy (comprare) con target price a 18 euro, ma le stime sono sotto revisione, dopo risultati definiti forti nel quarto trimestre 2025. L’upstream ha compensato le aree più deboli del downstream, mentre la generazione di cassa e la riduzione dell’indebitamento con leverage ai minimi storici a 14, sono considerate elementi di solidità. Secondo la banca, il mix operativo conferma una buona resilienza rispetto alla volatilità delle commodity. Ulteriori indicazioni sulla distribuzione dei dividendi sono attese al Capital Markets Day.
Goldman Sachs esprime la raccomandazione buy sul titolo, evidenziando un trimestre superiore alle attese, con un contributo particolarmente robusto da parte della divisione esplorazione e produzione (E&P). La banca rimarca il miglioramento della posizione finanziaria e la conferma della politica di remunerazione, rinforzata dall’aumento del programma di buyback appena concluso da 1,5 a 1,8 miliardi di euro. Gli analisti evidenziano anche il fatto che l’E&P continua a rappresentare il principale driver di valore nel breve termine. Il miglioramento della posizione finanziaria viene inoltre considerato un elemento di stabilità nel confronto con le altre major europee.
Morgan Stanley assegna al titolo la raccomandazione equalweight con target price a 17,20 euro, parlando di un trimestre caratterizzato da un «strong beat» e sottolineando i risultati nettamente superiori alle attese. La banca sottolinea la crescita della produzione e la riduzione del leverage, elementi che rafforzano la resilienza operativa. Morgan Stanley sottolinea anche che il miglioramento del leverage migliora il profilo di rischio del gruppo. Gli analisti si attendono una maggiore visibilità sulle distribuzioni degli utili dall’appuntamento del 19 marzo 2026.
Equita conferma la raccomandazione buy con prezzo obiettivo a 18 euro, ritenendo i risultati migliori delle attese. Il contributo dell’upstream e una generazione di cassa superiore alla guidance sostengono, secondo la sim, la solidità patrimoniale del gruppo. Equita evidenzia anche la buona qualità degli utili e un’evoluzione coerente con la guidance fornita dal management. Il profilo finanziario viene ritenuto solido anche in uno scenario di prezzi meno favorevole. L’outlook è considerato coerente con un possibile miglioramento delle stime per il 2026.
Banca Akros conferma il giudizio buy con target price invariato a 17 euro, parlando di risultati migliori delle attese. La banca evidenzia il contributo positivo del business E&P, con la spinta della produzione aumentata nel quarto trimestre, e una generazione di cassa superiore al consensus, ritenendo il quadro operativo coerente con le prospettive di medio termine. Akros sottolinea la coerenza tra risultati operativi e traiettoria industriale delineata dal gruppo. La conferma del giudizio riflette una view positiva, ma che resta prudente sul potenziale di rivalutazione.
Citi mantiene la raccomandazione neutral con target price a 15 euro, ritenendo che i risultati 2025 confermino la solidità dell’upstream e l’allungamento della vita delle riserve, rafforzando il posizionamento qualitativo del gruppo tra le major europee. L’utile superiore alle attese è attribuito anche a un tax rate più favorevole e a un contributo operativo robusto. Citi ritiene che il posizionamento qualitativo del portafoglio giustifichi multipli relativamente sostenuti nel confronto con le altre big oil. Tuttavia, alla luce delle attuali quotazioni, il margine di upside viene giudicato limitato. Dalle indicazioni strategiche del Capital Markets Day gli analisti si attendono la conferma degli obiettivi di crescita di medio termine.
Mediobanca conferma la raccomandazione neutral con target price a 16,7 euro, soffermandosi sulla conclusione del buyback 2025 e sull’avvio dei nuovi progetti di riconversione delle bioraffinerie in Italia. La banca d’affari, infatti, guarda con interesse ai piani per gli impianti di Sannazzaro, parte del percorso di trasformazione industriale nel downstream, che per gli analisti rappresenta un tassello importante della strategia di medio periodo. Il giudizio neutrale riflette una valutazione già in parte incorporata nei prezzi di mercato. (riproduzione riservata)