Eni prepara il debutto in Turchia. Lunedì 27 ottobre, ad Ankara, l’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ha incontrato il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, presente anche il ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali Alparslan Bayraktar. L’incontro, spiegano dal gruppo italiano, «è stato l’occasione per confrontarsi sulle attuali dinamiche dei mercati energetici globali e individuare potenziali iniziative di collaborazione con l’obiettivo di diversificare le fonti di approvvigionamento da differenti vettori e geografie». Si può quindi ipotizzare che eventuali accordi possano riguardare approvvigionamenti di gas.
Intanto, Eni fa spazio a QatarEnergy in Egitto: la compagnia di Doha ha acquisito il 40% nel blocco esplorativo di North Rafah nell'offshore egiziano. L'accordo ha già l’approvazione del governo. Eni resta operatore del blocco con il restante 60%.
«Siamo soddisfatti della nostra nuova posizione nel blocco offshore di North Rafah, che rafforza ulteriormente la nostra presenza in Egitto e segna un altro passo importante nell'avanzamento della nostra ambiziosa strategia di esplorazione internazionale», è il commento di Saad Sherida Al-Kaabi, Ministro di Stato per gli Affari Energetici, presidente e ceo di QatarEnergy, «Non vediamo l'ora di lavorare insieme per raggiungere i nostri obiettivi di esplorazione».
Il blocco offshore di North Rafah si trova nel mar Mediterraneo, al largo della costa nord-orientale dell'Egitto. Si estende su quasi 3mila chilometri quadrati con profondità d'acqua fino a 450 metri. Poche settimane fa, il 5 ottobre, QatarEnergy aveva raggiunto un primo accordo con Shell, per l'acquisizione di una partecipazione del 27% nel blocco North Cleopatra.
Secondo i termini dell'accordo, che è soggetto all'approvazione del governo egiziano, Shell manterrà una partecipazione del 36% come operatore. Gli altri detentori di interessi partecipanti sono Chevron (27%) e Tharwa Petroleum Company (10%). (riproduzione riservata)