Gli azionisti Eni passeranno all’incasso il 22 novembre. Giovedì 26 novembre il cda ha deliberato la seconda delle quattro tranche del dividendo 2023, che ormai viene corrisposto su base trimestrale. Si tratta di 0,23 euro per azione, a valere sulle riserve disponibili. Il dividendo complessivo è di 0,94 euro. La data di stacco cedola è il 20 novembre 2023, con messa in pagamento, appunto, il 22. Per quanto riguarda i possessori di Adr registrati entro il 21 novembre 2023, quotati alla borsa di New York e rappresentativi ciascuno di due azioni Eni, la prima tranche dell’erogazione sarà di 0,46 euro per certificato, pagabile il 7 dicembre 2023.
L’annuncio della cedola è arrivato alla vigilia dei conti del terzo trimestre 2023, che Eni pubblicherà stamattina prima dell’apertura delle contrattazioni (qui i conti del secondo semestre e i giudizi degli analisti). Il consensus si attende un utile operativo adjusted di 2,85 miliardi di euro, quasi interamente coperto dall’Exploration & Production (2,43 miliardi di euro). Tra gli altri business, in particolare, è atteso un ebit di 170 milioni da Plenitude & Power. Restando alle stime degli analisti, vanno messi in conto anche risultati negativi per Versalis (- 140 milioni) e altre attività (- 240 milioni). L’utile netto adjusted è atteso a 1,63 miliardi di euro. La stima della produzione è di 1,63 milioni di barili al giorno.
Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi arriva all’appuntamento con i conti trimestrali fresco di un altro passo avanti nelle forniture di gas naturale liquefatto. Eni, infatti, ha firmato con Merakes Lng Sellers un accordo di vendita e acquisto di gnl da 0,8 miliardi di metri cubi all’anno a partire da gennaio 2024 per i successivi tre anni. I nuovi volumi si aggiungono al contratto in essere dal 2017 con Jangkrik Lng Sellers da 1,4 miliardi di metri cubi all’anno. In questo modo, spiegano dal gruppo, «Eni si assicura maggior flessibilità e diversifica ulteriormente le proprie forniture di gnl, rafforzando la propria presenza nei mercati in crescita dell’Asia meridionale e dell’Estremo Oriente». Il contratto indonesiano si aggiunge a quelli di lungo termine recentemente firmati con la joint venture Marine XII in Congo, fino a circa 4,5 miliardi di metri cubi, e con QatarEnergy Lng Nfe per circa 1,5 miliardi di metri cubi dal progetto North Field East.
Tutti insieme, «concorrono a consolidare il portafoglio gnl di Eni facendo leva sulle forti relazioni con i Paesi dove operiamo e sull’approccio integrato che parte dallo sviluppo delle attività upstream e arriva fino alla commercializzazione del gnl, in linea con la strategia di transizione energetica della società, con l’obiettivo di arrivare al 60% di gas nel portafoglio upstream entro il 2030». Eni punta a superare il raddoppio dei volumi di gnl contrattualizzati per oltre 18 milioni di tonnellate anno entro il 2026.