L’assemblea degli azionisti di Eni ha dato ufficialmente il via, mercoledì 6, al quinto mandato dell’ad Claudio Descalzi e alla presidenza di Giuseppina Di Foggia, l’ex ceo di Terna. Col nuovo board torna, in veste di consigliera, Emma Marcegaglia, che di Eni è stata presidente dal 2014 al 2020. Il suo nome è espressione della lista presentata da Romano Minozzi, che detiene circa il 3,3% di Eni
Tra le altre decisioni dell’assemblea, l’ attribuzione dell’utile di esercizio 2025 di 4,43 miliardi di euro alla riserva disponibile e l’approvazione del dividendo annuale 2026 di 1,1 euro per azione.
Disco verde anche all’ utilizzo delle riserve disponibili, inclusa la riserva ex lege n. 342/2000, «a titolo e in luogo del dividendo 2026» e per la distribuzione dell’eventuale dividendo straordinario, che Eni pagherebbe entro il 31 dicembre 2026 al verificarsi di una o più di queste condizioni: media annuale Brent oltre i 90 dollari, prezzo spot del gas pari o superiore a 54 euro/Mwh e indice di raffinazione Serm di almeno 9 euro.
L’altra novità di peso riguarda il buyback, che Eni aveva da poco aumentato a 2,8 miliardi di euro, il 90% rispetto alla cifra di 1,5 miliardi di euro prevista in precedenza. L’assemblea ha autorizzato il consiglio di amministrazione ad andare anche oltre e precedere con l’acquisto fino a un massimo di 303 milioni di azioni proprie per un esborso complessivo di 4 miliardi di euro. La maggior parte, circa 297,9 milioni di azioni, saranno destinate alla remunerazione degli azionisti, mentre altri 5,1 milioni andranno a costituire la provvista azionaria a servizio del piano di incentivazioni di lungo termine. dall’assemblea è emerso anche che Descalzi detiene 647.621 azioni e Marcegaglia 24.270.