L’Italia è ancora in sicurezza per quanto riguarda gli stoccaggi di gas rispetto all’emergenza energia innescata dal blocco dello Stretto di Hormuz. Intervenendo mercoledì 15 al Sustainable Future Energy Summit di ClassCnbc, l’emittente tv del gruppo Class, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha fatto il punto con il direttore Andrea Cabrini sulla situazione nazionale ed europea, partendo proprio dalle scorte di metano per il prossimo inverno.
«L’impatto della crisi si è fatto sentire sui prezzi del gas e del petrolio e anche sulle scorte di jet fuel per gli aerei. In questa situazione sono partite le aste per riempire gli stoccaggi, e almeno contrattualmente, al momento non registriamo difficoltà. Non vuol dire che non ci siano preoccupazioni da parte degli operatori per il futuro, ma non sono nerissime», ha precisato il ministro.
Ecco in sintesi i punti toccati da Pichetto.
Sull’emergenza jet fuel che rischierebbe di lasciare gli aerei a terra, negli aeroporti italiani la situazione al momento è ancora sotto controllo, e che le scorte dovrebbero bastare fino a maggio, ma senza nascondere che la situazione per il futuro è legata allo sblocco dello stretto di Hormuz.
«Sul cherosene per gli aerei si prevedono tempi difficili complessivamente. L’Italia consuma circa 5 milioni di tonnellate di jet fuel, metà di produzione dalle nostre raffinerie e metà di importazione», ha detto il ministro. Su possibili ripercussioni sui voli, «sono abbastanza tranquillo, mi è difficile dire ottimista», ha aggiunto. «Non ci sono enormi difficoltà, ma possono esserci interruzioni dovute alle riorganizzazioni delle tempistiche di fornitura. È sufficiente che non arrivi una nave».
Quanto ai prezzi dei carburanti, al momento come ricordato da Pichetto, il governo è già intervenuto prolungando il decreto accise dall’8 aprile al 1 maggio 2026. Eventuali proroghe non sono escluse, ma l’invito è ad attendere la prossimità della scadenza del provvedimento per monitorare l’evoluzione dei prezzi alla pompa. «Valuteremo il da farsi in base alle situazione che si presenterà tra 15 giorni», ha chiarito il ministro.
Sul tema degli extraprofitti al settore energetico, che alcuni Paesi (Italia compresa) hanno chiesto all’Unione Europea di adottare per liberare risorse a tutela dei consumatori, Pichetto ha risposto che «la valutazione sarà fatta complessivamente come governo e naturalmente se l’Unione Europea assume un indirizzo ci adegueremo a quelle che sono le valutazioni finali».
Il ministro ha ricordato però che lo stesso decreto Energia «ha già previsto un contributo da parte dei soggetti più robusti che non hanno avuto penalizzazioni, ma in realtà hanno probabilmente avuto qualche vantaggio dall’esplosione dei prezzi dell’energia». Il riferimento è all’aumento della tassazione Irap al 5,9% dal 3,9%.
Quanto alle dichiarazioni dell’ad di Eni, Claudio Descalzi, che lo sabato 12 ha suggerito di sospendere l’embargo che scatterà da gennaio 2027 sull’importazione di gnl da Mosca (circa 20 miliardi di metri cubi) perché quelle forniture servono all’Europa, la posizione dell’Unione Europa è chiara: sullo stop al gas russo non si torna indietro.
«Descalzi ha parlato come operatore e naturalmente come tale ha fatto una serie di considerazioni che riguardano la situazione dopo il 31 dicembre 2026, perché l’attuale determinazione da parte dell’Unione Europea è quella di cessare tutti i rapporti di fornitura dopo quella data», ha commentato il ministro in scia alle parole della premier Giorgia Meloni.
«L’Italia invece andrà avanti sulla modifica del sistema Ets, la “tassa” sulle emissioni di carbonio a carico delle imprese energivore, già inserita nel decreto Bollette approvato dal governo, ha aggiunto Pichetto. «Non li abbiamo cancellati, abbiamo proposto di modificare la struttura di calcolo che incide sulle aziende. Chiaramente, abbiamo chiesto anche a livello europeo di rivedere tutto il sistema, considerando che è in arrivo l’Ets2».
Il punto critico resta la dipendenza dell’Italia dalle importazioni. «La nostra sfida per il futuro è proprio quella di rendere il nostro Paese più autonomo possibile. La crisi che stiamo vivendo, la situazione del Golfo persico ci fa rendere conto che dobbiamo essere più indipendenti. Un percorso fondamentale sono certamente le rinnovabili, ma non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi», ha sottolineato il ministro, «e quindi è necessario avere il nucleare. L’Italia ha previsto un disegno di legge che inizia in questi giorni la propria discussione a livello parlamentare per un ritorno al nucleare di nuova generazione». (riproduzione riservata)