La paura di una Fed troppo aggressiva sul tapering, la Banca centrale australiana che anticipa i tempi sul rialzo dei tassi e una vendita sui titoli energetici in Cina manda l'Asia in rosso. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,44%, l'Hang Seng scambia sotto la parità (-0,10%), Shanghai perde l'1,8% (mezz'ora più tardi l'indice migliora, -1,4%). L'oro viaggia debole a 1.794 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano sale dello 0,13% a 84,17 dollari il barile.
L'euro si muove laterale a 1,1604, lo yen balza dello 0,27% a 113,69, la sterlina perde lo 0,17% a 1,3642. I mercati acquistano per ora T bond decennali, il rendimento infatti passa dall'1,57% di inizio sessione all'1,55% mentre i futures su Wall Street sono in rosso (-0,10% in media) dopo aver segnato ieri nuovi record. Intanto Evergrande cede il 2,5%, un -7,5% negli ultimi cinque giorni a 2,35 dollari di Hong Kong. Il colosso immobiliare cinese deve iniziare una profonda ristrutturazione del debito, che pesa 305 miliardi di dollari.
Ad affossare Shanghai le società del consumo, nonostante il governo abbia promesso un maggiore sostegno al settore dei servizi. Pechino ha infatti emanato linee guida per sostenere il terziario, secondo quanto scrive Reuters dall'Asia, compreso un maggiore aiuto finanziario per le piccole imprese che forniscono ristorazione, alloggio, assistenza all'infanzia, assistenza sanitaria e servizi per gli anziani.
Ma viaggiano in forte perdita anche i gruppi energetici, mentre l'indice che segue il settore è in ribasso del 2,44% dopo aver perso quasi il 13% ieri. La Cina ha dichiarato domenica che sta rilasciando sul mercato riserve strategiche di benzina e diesel per aumentare l'offerta e stabilizzare i prezzi. Un fatto che per ora tiene calmierato il prezzo del greggio americano (Wti) poco sopra gli 84 dollari il barile, in attesa del meeting dell'Opec+ il 4 novembre. Vanno male anche i produttori di accciaio, dopo che al G20 gli Stati Uniti hanno annunciato l'annullamento dei dazi sul metallo in entrata dall'Europa, concorrente diretto di quello cinese definito "dirty" (sporco) perché prodotto con il carbone altamente inquinante. Ningxia Xinri Hengli Steel Wire perde, per esempio, il 9,9%.
Le azioni giapponesi sono in calo dopo aver toccato il massimo dell'ultimo mese nella sessione precedente, mentre gli investitori si preparano a digerire una Fed pronta a ridurre le misure di stimolo durante la riunione di questa settimana. Ieri l'indice giapponese ha registrato il guadagno più consistente da giugno dopo la chiara vittoria elettorale della coalizione di governo del primo ministro, Fumio Kishida.
"Il mercato sta cercando di capire cosa farà la Federal Reserve con il suo tapering", ha scritto Yuya Fukue, trader di Rheos Capital Works. "Mentre novembre tende a essere un buon mese per le azioni, il mercato azionario potrebbe essere vulnerabile se il ritmo del tapering della Fed sarà più rapido del previsto".
La Banca centrale americana annuncerà la sua decisione politica monetaria domani, quando i mercati giapponesi saranno chiusi per un giorno di festività. In vista dell'evento, anche i risultati degli utili hanno continuato a pesare. Pola Orbis è sceso dell'8,8% a Tokyo dopo che il produttore di cosmetici ha riportato risultati trimestrali deludenti. Il costruttore navale Hitachi Zosen ha perso il 6,7%, mentre il produttore di farmaci Kyowa Kirin ha perso il 6,3% anche a causa della delusione degli utili.
La Reserve Bank of Australia ha annullato l'obiettivo di rendimento dello 0,1% sui titoli di stato di aprile 2024 durante la sua riunione di novembre (riunciando quindi a controllare la curva) e ha omesso la sua precedente proiezione secondo cui i tassi non aumentateranno fino al 2024. Allo stesso tempo, il board ha mantenuto invariato il costo del denaro al minimo storico dello 0,1% per il 12° mese consecutivo, continuando ad acquistare titoli di stato a un ritmo di 4 miliardi di dollari locali a settimana almeno fino a metà febbraio 2022. (riproduzione riservata)