Il governo con il dl Bollette è riuscito a intervenire «nel breve periodo per risolvere la complessità del momento e con scelte di lungo periodo strutturali». Così inizia il video che la premier Giorgia Meloni ha pubblicato su i suoi social in concomitanza con la fine del cdm (e l’inizio della conferenza stampa) dove il provvedimento è stato approvato.
Entrando nel dettaglio del testo, il dl prevede uno stanziamento di 3 miliardi euro per fronteggiare il caro-bollette, 1,6 destinato alle famiglie e 1,4 alle imprese. Il tutto senza ulteriore indebitamento: «Le risorse vengono prese dalla Cassa servizi energetici ambientali» ha precisato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti durate la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Poi «abbiamo creato un meccanismo in base al quale l'incremento del gettito Iva - relativamente all'aumento del prezzo della componente gas ed elettricità superiore a quello previsto dai documenti di programmazione economica - affluirà a un fondo sempre destinato ai vulnerabili». E «c'è l'indicazione dell'utilizzo del Piano sociale per il clima, di un ammontare intorno a 8 miliardi dal 2026 al 2032, anch'esse destinate a supportare e sostenere situazioni di vulnerabilità».
Da un lato, è previsto un contributo di 200 euro per 8 milioni di famiglie. Infatti viene esteso ai nuclei con un reddito Isee fino a 25 mila euro il bonus sociale per i prossimi tre mesi. Nell'auspicio, cogliendo anche i segnali di mercato, di un ridimensionamento dei costi del gas anche per i venti di pace in Ucraina.
Dall’altro lato, il dl taglia gli oneri di sistema per le piccole e medie imprese, di fatto «assicurando loro una riduzione del 20% dei costi delle prossime bollette» ha spiegato Meloni. Si aggiunge poi la disposizione che anticipa per gli energivori i 600 milioni derivanti dalle aste Ets, «un aiuto che di oltre il 60% di quello che è il loro onere» ha precisato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Nondimeno «abbiamo creato un fondo di 800 milioni che, con criteri che verranno definiti con Arera, prevede un sollievo rispetto ai loro versamenti».
Nel decreto-legge è stato inoltre inserito il rinvio di 2 anni dell’obbligo del passaggio al mercato libero per i clienti vulnerabili e per le micro imprese.
Inserito inoltre l’obbligo di trasparenza in capo ai gestori «per rendere finalmente chiare le bollette agli italiani» ha commentato Meloni. Allo stesso tempo sono previsti maggiori controlli sugli operatori energetici, per sanzionare chi carica in bolletta costi aggiuntivi e chi non concede tutti gli sconti dovuti.
Nella stessa riunione del consiglio dei ministri è stato approvato il ddl Nucleare «un altro provvedimento per riuscire a garantire energia sicura pulita a basso costo capace di assicurare indipendenza strategica all’Italia, su cui adesso chiediamo al parlamento di esprimersi» ha dichiarato la premier Meloni.
Il ministro competente, Pichetto, ha sottolineato che si tratta di una «completa rottura con le esperienze precedenti, puntando su fusione e fissione di nuova generazione con in mente l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050».
Nel rispondere alle domande in conferenza stampa il ministro dell’Economia Giorgetti si è soffermato su diversi temi.
Sul futuro dell’economia italiana e non solo, nel lungo periodo «sicuramente l'inflazione dipende dalla frammentazione del mercato mondiale, quindi su come si definira` il nuovo assetto. Se ne discute, se ne discutera` moltissimo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, però a nessuno sfugge che l'inflazione che abbiamo pagato pesantemente negli ultimi 2-3 anni e` dipesa dalla fiammata dei prezzi energetici che e` dipesa dalla guerra in Ucraina. Questa e` la verita`. Quindi l'auspicio è che naturalmente una pace giusta e duratura in Ucraina ci possa aiutare con un mercato del gas e dell'energia piu` normale e` sicuramente una delle componenti che mi rende fiducioso per quanto riguarda l'inflazione».
Allo stesso tempo, il continente europeo «che vede una recessione di fatto e all'orizzonte, come ho già volte detto, necessita di una politica monetaria accomodante» secondo il titolare del Mef.
Stringendo sull’Italia, «tra una settimana o poco più avremo i dati definitivi per il 2024. Per il 2025 e 2026 dovremo sicuramente aggiornare le previsioni macroeconomiche, lo si fa ogni anno, lo dobbiamo fare a maggior ragione adesso in una situazione di grande incertezza in Europa e in Italia».
Proprio in un momento in cui la crescita in Italia e nel resto d’Europa sono un grosso punto interrogativo, la rottamazione e la riduzione dell'Irpef al ceto medio «sono tutti e due programmi di questo governo».
In tema di difesa, Giorgetti rivendica la posizione italiana «che tanti hanno criticato ma che,incredibilmente, a distanza di un anno, trova conforto nella realtà: sulla spesa della difesa avevamo detto che bisognava considerare le eccezioni, avevamo detto che le regole devono essere flessibili in relazione all'evoluzione del contesto macroeconomico generale, e ahimè la realtà sopravanza la pura teoria contabile».
Sull’aumento della percentuale di pil da dedicare alla difesa è in corso una «discussione accesa al livello europeo, Nato, con tanti punti di vista diversi». Con l'aumento delle spese militari «io ho sicuramente un contraccolpo sul mio bilancio ma vorrei avere anche evidenza di quello che ne può derivare in termini di crescita economica. Si parla di riconversione dell'automotive al settore della difesa... Non si può ignorare che la spesa per la difesa ha anche una ricaduta in termini di crescita economica».
Un’altra incognita sulla crescita globale è il protezionismo dell’amministrazione Usa del bis di Trump.
Da un lato la Commissione europea «esercita il suo ruolo e anzi lo deve fare ma dall’altro lato poi noto anche che ogni singolo Paese Ue si muove anche per conto proprio», questo perché secondo Giorgetti si «prende atto di una situazione: che probabilmente l'Amministrazione americana ha questo tipo di approccio, almeno questo io ho capito».
Per quanto riguarda la digital tax italiana, «l'importante - e io convengo con le osservazioni da parte americana - è che non discrimini tra americani e non. Come è stata concepita, e le osservazioni fatte a suo tempo andavano in quella direzione, ci siamo già mossi in legge di bilancio per eliminare alcune indicazioni, eventualmente se ne possono valutare altre».(riproduzione riservata)