Debutta la batteria a sabbia industriale, frutto della collaborazione tra Magaldi Group ed Enel. Il primo impianto a utilizzarla sarà quello di Igi, che raffina oli vegetali per il gruppo Ferrero. L’accensione, martedì 16 settembre a Buccino (Salerno), segna il passaggio dalla fase sperimentale all’applicazione su scala industriale di una tecnologia pensata per ridurre il consumo di gas nei processi produttivi e accelerare la decarbonizzazione dell’industria energivora. Il sistema Mgtes (Magaldi Green Thermal Energy Storage) è stato sviluppato e brevettato dopo anni di ricerca dal gruppo salernitano, che nel 2024 ha registrato un fatturato di circa 55 milioni di euro, con 230 dipendenti, la metà dei quali ingegneri, e sta portando avanti anche le cosiddette miniere urbane.
La collaborazione con Enel, avviata nel 2023, ha portato alla realizzazione di un impianto integrato da un campo fotovoltaico da 2 Mw e da un modulo da 70 tonnellate con capacità di accumulo fino a 7,5 Mwht termici. L’impianto consentirà a Igi di ridurre i consumi di gas naturale di circa un quinto, evitando l’emissione di oltre 500 tonnellate di CO2 l’anno.
«Si tratta di una tecnologia rivoluzionaria», spiega Raffaello Magaldi, executive vice president del gruppo, a MF-Milano Finanza. «Siamo tra i pochi produttori al mondo di batterie termiche e gli unici italiani. Con questo impianto industriale parte la corsa internazionale a questa tecnologia. Abbiamo già avviato attività avanzate in Francia e Finlandia e guardiamo a mercati come Spagna, paesi nordici e Germania, dove l’elettricità ha spesso prezzi molto bassi o negativi in determinate ore».
Mgtes utilizza un letto fluido di sabbia per trasformare energia elettrica da fonti rinnovabili in calore, immagazzinandolo e rilasciandolo rapidamente quando serve. «In questo modo possiamo sfruttare le ore in cui l’energia costa meno e ridistribuirla lungo l’arco dell’intera giornata sotto forma di calore». La batteria di Buccino ha una capacità relativamente contenuta, ma il sistema è scalabile. «Quella che inauguriamo oggi è una delle taglie più piccole in ambito industriale», precisa Magaldi. «Con un singolo impianto possiamo arrivare fino a 100 MWh di stoccaggio di energia temica e, combinando più moduli, spingerci anche alla scala del gigawatt».
Il punto di forza è la rapidità. «Il letto fluido consente di immagazzinare molto velocemente l’energia rinnovabile in ingresso e di rilasciarla altrettanto velocemente, fornendo anche servizi ancillari alla rete. Inoltre è una soluzione totalmente sostenibile, perché utilizza materiali comuni come sabbia, acciaio e rame, nel pieno rispetto dell’economia circolare».
Secondo Magaldi, perciò, il potenziale applicativo è enorme: «Le nostre batterie termiche forniscono vapore a media temperatura, tra 150 e 400 gradi. Parliamo di circa il 30% del fabbisogno di calore industriale mondiale, oggi coperto quasi esclusivamente da gas metano e biomasse». Il progetto segna anche un passo in avanti nella collaborazione con Enel. Il sistema sarà gestito da un Energy Management System basato su intelligenza artificiale, in grado di individuare i momenti più convenienti per caricare e scaricare energia. (riproduzione riservata)