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Enel: il focus di Equita

24 novembre 2023, 09:35 Ultimo aggiornamento: 09:42

All’indomani della presentazione del piano industriale al 2026, gli analisti fanno il punto della situazione su Enel, uno dei maggiori gruppi di Piazza Affari. Secondo Equita, il piano presentato dall’ad Flavio Cattaeno è «coerente con il nuovo scenario di mercato, caratterizzato da tassi più elevati e maggiore volatilità, più visibile sui driver di crescita e più attraente sulla politica di dividendo». In particolare gli analisti sottolineano cinque punti.

 

1. Il 2024 presenterà un dividendo per azione (dps) in crescita rispetto ai 43 centesimi minimi garantiti. Grazie alle cessioni e ai minori investimenti attesi, la generazione di cassa sarà concentrata nella prima parte del piano. «Con un target al 70% del payout sul mid-point della guidance, il dividendo per azione 2024 sarà di 46 centesimi (rispetto a 43 centesimi attesi) con un rendimento del 7,2%. Per il 2026 la guidance indica un dps di 50 centesimi (invece di 46 centesimi attesi) con un rendimento del 7,8%». 

 

2. Il rischio complessivo delle attività viene ridotto grazie: ai maggiori investimenti in Europa (75% del totale rispetto al 55% precedente); al maggiore focus sui network, con un +30% degli investimenti dedicati al settore (+47% in Italia) e una crescita della Rab di 3 miliardi durante il piano; a una crescita più contenuta del settore Renewables (+14 gigawatt nel periodo, 4-5 gigawatt annui); al focus sulla riduzione dei costi (1,2 miliardi durante il piano) attraverso l’ottimizzazione dei processi e delle attività di approvvigionamento; al maggior focus sulla sostenibilità degli investimenti in Paesi con regolazione favorevole, copertura della generazione con contratti di lungo termine e flessibilità negli investimenti (che verranno bloccati a condizioni di mercato sfavorevoli). 

 

3. Il piano di dismissioni è confermato, con l’obiettivo complessivo di 11,5 miliardi tra il 2023 e 2024 (rispetto a 12,2 miliardi precedenti) di cui la maggior parte già finalizzati (con incasso atteso nel 2024). Le ulteriori cessioni per 4 miliardi (di cui 3 miliardi previsti nel 2024) saranno sostituiti da 6 miliardi di contributi da partnership, netti di 2 miliardi di maggiori dividendi. La NFP (posizione finanziaria netta) complessiva a fine piano di -55 miliardi è in linea con le attese di Equita, ma con un indebitamento inferiore, a 2,3 volte rispetto a 2,5 volte attese. 

 

4. Il margine integrato è previsto in crescita (+3,5% la cagr, crescita annua composta durante il piano) «grazie al minore costo di sourcing (maggiore produzione di energia rinnovabile rispetto all’energia termo tradizionale), al focus su clienti Pmi e B2C (business to consumer) e alla digitalizzazione con offerte tagliate su misura del cliente». 

 

5. Il costo del debito è previsto in discesa nonostante l’aumento dei tassi di interesse. La posizione di «liquidità di gruppo (23 miliardi) e le dismissioni consentiranno di evitare il rifinanziamento delle scadenze di breve (riducendo l’impatto dei tassi più elevati)», scrive Equita. L’85% del debito lordo sarà inoltre in euro con il 90% dei rifinanziamenti che saranno effettuati a livello centralizzato (con un costo inferiore al 4%) anziché a livello Paese.

 

Secondo gli analisti di Equita, «il rapporto debito/ebitda a 2,4 volte nell’arco del piano (2,3 volte attese nel 2026) pare conservativo considerando la minore rischiosità complessiva del business. Gli analisti della Sim milanese si aspettano «un rialzo delle stime di consensus sul 2026 mid single digit a livello di ebitda e low single digit a livello di utile». Equita si aspetta anche un rialzo della stima di dividendo per azione a 45-46 centesimi sul 2024 (+5,5%) e a 48-49 centesimi sul 2026 (+5%). Conferma la visione positiva sul titolo che, «viaggiando a 9,6 volte il rapporto prezzo/utile e a 6,4 volte l’ev/ebitda atteso al 2024 con uno dividend yield del 7%-8% in arco piano (sulla nuova guidance) ed un debito netto/ebitda di 2,4 volte», dimostra di avere «un profilo attraente».



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