??????Il destino della concessione per la distribuzione di energia elettrica nell’area metropolitana di San Paolo, la principale attività di Enel in Brasile, ha fatto irruzione nel bilancio 2025 del gruppo, attirando anche l’attenzione del revisore Kpmg. In ballo, infatti, ci sono circa 3,9 miliardi di euro di asset, la cui tenuta dipende anche dall’esito del rinnovo della concessione, iter oggi sospeso.
A riaccendere il dossier è stata la presa di posizione dell’Aneel, l’autorità locale di regolazione del settore elettrico, del 7 aprile 2026, che ha avviato una verifica sulla concessione, aprendo alla possibilità di revoca per Enel Distribuição São Paulo, che opera sulla base di un contratto in scadenza nel 2028.
La decisione è arrivata al termine di un percorso accidentato. A settembre 2025 la stessa Aneel aveva confermato il raggiungimento dei parametri tecnici ed economici per il rinnovo alla controllata di Enel, che dovrebbe estendersi per altri 30 anni, quindi fino al 2058.
L’iter si era però fermato dopo il ricorso della Municipalità di San Paolo, che aveva chiesto di bloccare la procedura contestando a Enel Distribuição São Paulo la gestione dell’emergenza, a seguito di due eventi climatici estremi che nel corso del 2024 e del 2025 avevano pregiudicato la stabilità della rete. In questo contesto, il processo di rinnovo della concessione era stato sospeso e l’Aneel aveva avviato una valutazione sulle prestazioni rese da Enel Distribuição São Paulo in risposta alle emergenze. In quell’ambito, l’Aneel, come si legge nei documenti di Kpmg «ha deliberato l’apertura di un procedimento amministrativo volto a valutare la sussistenza dei presupposti per la revoca della concessione, ai fini della formulazione della raccomandazione tecnica che la stessa dovrà indirizzare al ministero brasiliano delle Miniere e dell’Energia, cui spetta la decisione finale»..
A fine 2025, nel bilancio di Enel gli attivi legati a questa attività ammontano complessivamente a 3,936 miliardi di euro: 2,535 miliardi tra attività finanziarie e attività immateriali legate al contratto di concessione, 806 milioni di attività immateriali collegate al possibile rinnovo, e 595 milioni di avviamento.
La posta in gioco e l’esposizione a tante variabili spiegano perché Kpmg abbia inserito il dossier tra i cosiddetti Kam (Key Audit Matter), gli aspetti chiave della revisione, ovvero quelli che secondo il giudizio professionale dei revisori «sono stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell’esercizio in esame».
Nella relazione, allegata al bilancio 2025 di Enel, si segnala che la valutazione degli asset si basa su scenari alternativi, con diverse probabilità di rinnovo e che si è dovuto procedere ad approfondimenti che hanno riguardato i flussi di cassa attesi, le ipotesi del management e la loro coerenza con il contesto normativo, anche attraverso il confronto con pareri di esperti legali e regolatori locali.
Al termine delle analisi, Kpmg non ha formulato rilievi e ha ritenuto corrette le assunzioni di Enel, che ha proceduto a un test di recuperabilità sulla Cgu di Enel Distribuição São Paulo, cioè l’insieme delle attività che generano cassa. Le analisi indicano che il valore recuperabile è superiore a quello iscritto in bilancio al 31 dicembre 2025. In altre parole, secondo Enel, i flussi di cassa attesi sarebbero sufficienti a coprire il valore degli asset, tanto che non si rendono necessarie svalutazioni. La valutazione tiene conto anche del meccanismo previsto per le concessioni. In caso di mancato rinnovo, infatti, il concessionario ha diritto a un indennizzo per gli investimenti non ancora recuperati attraverso le tariffe. (riproduzione riservata)