Il cda di Enel ha attribuito le deleghe al ceo Flavio Cattaneo per il mandato-bis alla guida del gruppo. (qui cosa si aspetta il mercato dai ceo scelti dal Mef). La prima riunione del board si è svolta mercoledì 13, all’indomani dell’assemblea degli azionisti che ha rinnovato il board e confermato sia Cattaneo come amministratore delegato, sia Paolo Scaroni nel ruolo di presidente, con un record di voti a favore da parte degli investitori istituzionali.
L’assetto dei poteri è invariato: al presidente è affidato un ruolo di impulso e supervisione sull’applicazione delle norme di corporate governance sulle attività del cda e il compito di intrattenere, d’intesa e in coordinamento con l’amministratore delegato, rapporti con organi istituzionali e autorità e, infine, un ruolo di supervisione sulle attività di audit. All’amministratore delegato, invece, sono stati conferiti tutti i poteri per l'amministrazione di Enel, «ad eccezione di quelli diversamente attribuiti dalla normativa applicabile, dallo statuto sociale o mantenuti dal consiglio di amministrazione nell’ambito delle proprie competenze», precisano dal gruppo.
Verificato anche il possesso dei requisiti di indipendenza per tutti i consiglieri non esecutivi (oltre a Scaroni, Johanna Arbib, Mario Corsi, Tiziana De Luca, Dario Frigerio, Alessandro Monteduro, Federica Seganti e Alessandra Stabilini).
Per De Luca e Monteduro c’è voluto un passaggio in più. Per la prima, che è anche capo dell’ufficio di gabinetto del Mef, il cda ha tenuto conto «tanto della peculiare natura di azionista di riferimento di Enel rivestita dal ministero dell’Economia e delle Finanze, quanto della posizione organizzativa e delle competenze assegnate al consigliere Tiziana De Luca nell’ambito del medesimo ministero, che non sono state considerate suscettibili di condizionarne l’autonomia di giudizio».
Anche per Monteduro, inn riferimento al suo incarico di capo di gabinetto dell’Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica, il board di Enel ha ritenuto che «tale ruolo non compromette l’indipendenza dell’interessato ai sensi del codice di corporate governance».
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