Un investimento da 600 milioni di euro per realizzare la fabbrica di pannelli fotovoltaici più grande d’Europa. È la scommessa di Enel nella Gigafactory 3 Sun nella zona industriale di Catania. Denominata Tango-Italian Giga Factory, è tra le sette iniziative selezionate dalla Commissione Ue nell’ambito del primo bando dell’Innovation Fund dedicato ai grandi progetti, aggiudicandosi così il finanziamento per un importo massimo di 118 milioni di euro, ed è candidato ai fondi Pnrr. I due fondi insieme potrebbero apportare fino a 188 milioni di euro.
«Questo investimento è un passo nel futuro», ha detto l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, presentando il progetto alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. La Gigafactory passerà dall’attuale capacità produttiva di 200 MW a circa 3 GW l’anno, sviluppando inizialmente moduli fotovoltaici basati su una tecnologia ad eterogiunzione di silicio (HeteroJunction Technology, HJT) che presenta migliori prestazioni rispetto alle tecnologie convenzionali. Successivamente sarà implementata una tecnologia innovativa denominata Tandem, che consentirà di aumentare del 30% l’efficienza delle celle fotovoltaiche e migliorare l’affidabilità dei pannelli.
Starace ha anche anticipato l’imminente vendita di una quota di 3Sun: «Abbiamo chiuso un’esclusiva. Lo annunceremo nei prossimi giorni», ha detto il top manager. Indiscrezioni indicano l’acquirente nel fondo britannico NextEnergy Capital, probabilmente attraverso NextEnergy Solar Fund, quotato al listino Premium di Londra. Un indizio è arrivato da un inaspettato post su Linkedin di Aldo Beolchini, cfo di NextEnergy Capital: «Oggi a Catania, orgogliosi di supportare Enel Green Power». I lavori di ampliamento della Gigafactory sono iniziati ad aprile 2022 e se ne prevede il completamento entro il 2024, attraverso due fasi che prevedono rispettivamente 400 MW a partire da settembre 2023 e la piena capacità operativa da luglio 2024. La produzione dei moduli fotovoltaici in configurazione Tandem è, invece, prevista a partire dalla fine del 2025.
A Catania, intanto, sono state annunciate 550 assunzioni di diplomati che andranno a ricoprire posizioni tecnico-operative. Nel 2022 sono stati assunti 50 laureati e sono in corso le selezioni per ulteriori 100. Le nuove assunzioni porteranno la squadra di 3Sun a circa 900 addetti. L’impatto occupazionale sull’indotto sarà di circa mille posti di lavoro entro il 2024. Secondo il ministro Pichetto Fratin, «il significato politico forte di questo investimento è la sua funzione di affrancamento del nostro Paese dall'estero, e segnatamente dalla Cina, anche sul fronte della produzione di impianti per l'energia rinnovabile. La produzione della Gigafactory incrocia inoltre gli impegni del Governo che punta a incrementare in maniera decisa l'installazione di rinnovabili e portarla ad almeno 8-10 GW annui, necessari per raggiungere i target di decarbonizzazione nei quali l'Italia si è impegnata in sede internazionale». «La Sicilia si conferma attrattiva per questi investimenti», ha aggiunto il presidente della Regione, Renato Schifani.
Intanto, in pieno totonomine per il rinnovo dei vertici di Enel, sulle colonne del Financial Times è apparso un lungo articolo che traccia un bilancio ampiamente in positivo della gestione Starace, riconoscendo al manager di aver «trasformato la società elettrica da 55 miliardi di euro in uno dei maggiori produttori di energia rinnovabile al mondo da quando è subentrato nel 2014 (...). Enel ora si presenta come la più grande azienda di energia rinnovabile, con 56 GW di energia a basse emissioni di carbonio in gestione». L'ad ha sostenuto una politica di drastica riduzione del consumo di gas per scopi non industriali: Enel, inoltre, sottolinea il FT, «sta progressivamente chiudendo le sue centrali a carbone come parte del suo obiettivo di generazione di energia a emissioni zero».
Starace ha aggiunto che la strategia che sta portando avanti Enel è in «completo accordo» con gli sforzi del nuovo governo per diversificare le fonti energetiche lontano dalla Russia, definendo la sicurezza energetica come «ciò che conta per la sovranità di qualsiasi Paese». (riproduzione riservata)