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(Da sinistra) Sam Altman e Elon Musk
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Elon Musk contro Sam Altman: parte il processo su OpenAI. Chiesti fino a 180 miliardi di dollari di risarcimenti

27 aprile 2026, 18:42

Musk, co-fondatore di OpenAI, ha denunciato il ceo Altman con l’accusa di averlo ingannato trasformando la società da no-profit a ente a scopo di lucro

Prende avvio negli Stati Uniti il processo che vede contrapposti Elon Musk e Sam Altman. Oggetto del contendere: la trasformazione di OpenAI, di cui i due sono stati co-fondatori, da ente no-profit a società con scopo di lucro. Musk, che ha lasciato la società nel 2018, chiede un maxi risarcimento: le cifre riportate dai media statunitensi oscillano tra 134 e 150 miliardi di dollari, fino ai 180 miliardi citati dal Wall Street Journal.

Musk spera anche di azzerare i vertici di OpenAI, ottenendo l’estromissione di Altman (amministratore delegato) e del presidente Greg Brockman, e di riportare la società alla sua natura di ente del tutto no-profit.

Le fasi del processo

Il procedimento legale prende il via il 27 aprile presso il tribunale federale di Oakland, in California, con la selezione della giuria. Sono previste due fasi: la prima determinerà la responsabilità dei difensori, mentre la seconda si concentrerà sull’entità dei danni. Oltre a Musk e Altman, è prevista la testimonianza di figure di spicco della Silicon Valley come la cto di OpenAI Mira Murati e l’amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella. 

Nel complesso le udienze dovrebbero durare alcune settimane, dopodiché la giuria dovrebbe arrivare a una conclusione.

Gli antefatti

La denuncia è partita da Musk. Il patron di Tesla e SpaceX si è dimesso dal board di OpenAI nel 2018 e nell’agosto 2024, sei anni dopo, ha accusato Altman di aver trasformato la società in un'azienda a scopo di lucro, tradendo il progetto originario.

Secondo i documenti del tribunale, riportati dai media statunitensi, Musk ha versato circa 38 milioni di dollari nel capitale iniziale di OpenAI prima di lasciare il consiglio di amministrazione. 

L’evoluzione di OpenAI

Nel 2019, alcuni mesi dopo le dimissioni di Musk, OpenAI si è dotata di una doppia struttura con un’entità a scopo di lucro che ha affiancato l’ente no-profit e ha iniziato a raccogliere capitali da investitori esterni, a partire da Microsoft.

Il gruppo di Redmond ha finanziato lo sviluppo di ChatGpt con oltre 13 miliardi di dollari negli anni successivi. Tra il 2024 e il 2025 OpenAI ha ulteriormente modificato il proprio assetto per diventare una società di pubblica utilità di cui l’organizzazione no profit e altri investitori, tra cui appunto Microsoft, detengono quote. Questo secondo Musk tradisce la missione iniziale di offrire un’AI gratuita e slegata dalle logiche del profitto «per il progresso dell'umanità».

Il maxi risarcimento

Sulla base di questi fatti Musk sostiene di essere stato ingannato da Altman e, quindi, vorrebbe farsi pagare i danni. I suoi avvocati hanno così calcolato il maxi risarcimento chiesto al tribunale, moltiplicando la valutazione di OpenAI (nel 2025 intorno ai 500 miliardi di dollari, ora lievitata a 850 miliardi) per una parte della quota dell’organizzazione no profit secondo loro attribuibile ai contributi di Musk, tra il 50% e il 75%. (riproduzione riservata)



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