Elon Musk stavolta se la prende con Apple. Il motivo? L’ordine in cui le applicazioni di intelligenza artificiale compaiono sull’App Store negli Stati Uniti. Il ranking, secondo Musk, sarebbe discriminatorio e ostacolerebbe i servizi offerti dalla sua startup xAI, proprietaria del chatbot Grok, dal momento che al primo posto comparirebbe sempre ChatGpt, il noto chatbot di OpenAI, con cui Apple ha una partnership.
«Apple sta agendo in modo tale da rendere impossibile per qualsiasi azienda di intelligenza artificiale, ad eccezione di OpenAI, raggiungere il primo posto nell’App Store, il che costituisce una chiara violazione delle norme antitrust. xAI intraprenderà immediatamente un’azione legale», ha dichiarato Musk in un post pubblicato sulla sua piattaforma social X.
Hey @Apple App Store, why do you refuse to put either ?? or Grok in your “Must Have” section when ?? is the #1 news app in the world and Grok is #5 among all apps?
Are you playing politics? What gives? Inquiring minds want to know. https://t.co/3wenLZGtwG — Elon Musk (@elonmusk) August 11, 2025
Il ranking dell’App Store, prosegue Musk, non rifletterebbe la qualità dei servizi di intelligenza artificiale. «Grok è l’AI più brillante al mondo nei test più difficili e ha appena ottenuto il primo posto con un ampio margine nella programmazione, ma non viene affatto menzionata nella sezione AI di Apple!», si legge in un altro post. Il miliardario allega, a supporto della sua tesi, uno screenshot dell’App Store in cui compaiono – nell’ordine –ChatGpt, Google Gemini, Microsoft Copilot e altri servizi di intelligenza artificiale. Ma non Grok di xAI.
ChatGpt risulta sempre al primo posto anche nel ranking di Google Play Store negli Usa, secondo Sensor Tower, ma Musk – per ora – non ha chiamato in causa Google per questo.
Grok is the smartest AI in the world on the toughest tests and just came first by far in coding, but is not mentioned at all under “AI” by Apple! pic.twitter.com/AkmfHkWhwJ — Elon Musk (@elonmusk) August 12, 2025
Mentre Musk difendeva su X l’«intelligenza» del suo chatbot, Grok è incappato in una sospensione temporanea. Per alcune ore, infatti, è sparito da X a causa di presunte violazioni delle linee guida sulla diffusione di contenuti odiosi, come risposte antisemite e statistiche controverse.
In ogni caso, Musk non ha fornito dettagli sulla causa che vorrebbe intentare contro Apple. Ma, se fosse depositata, non sarebbe certo la prima azione legale che il miliardario promuove contro i concorrenti.
In particolare, Musk è coinvolto in un procedimento contro l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman. L’oggetto del contendere è la trasformazione di OpenAI, alla cui fondazione nel 2015 ha partecipato anche Musk, da no-profit a ente con scopo di lucro.
Proprio Altman ha replicato all’accusa di favoritismi mossa da Musk ad Apple. «È un’affermazione notevole, considerando che si dice che Elon faccia manipolare X per beneficiare sé stesso e le sue aziende, danneggiando la concorrenza e le persone che non gli piacciono», ha scritto il ceo di OpenAI.
This is a remarkable claim given what I have heard alleged that Elon does to manipulate X to benefit himself and his own companies and harm his competitors and people he doesn't like. https://t.co/HlgzO4c2iC — Sam Altman (@sama) August 12, 2025
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